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L’ “Università della Terza Età” di Lamezia inizia il suo nuovo Anno Accademico

Interverrà il famoso antropologo, professor Vito Teti, con il suo nuovo libro: “Pietre di pane. Un’antropologia del restare”
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Ripartono le iniziative promosse dall’Università della Terza Età e del Tempo Libero” (Uniter) di Lamezia Terme, che- come sottolineato nel corpo del sua statuto – è “un’Associazione senza scopo di lucro, aperta a tutti coloro che vogliono esprimere le proprie idee e sono disponibili al confronto, promuove la cultura in tutti i suoi campi e aiuta a comprendere la realtà presente in rapida trasformazione”.

Ne è Presidente il professor Italo Leone, con la vice presidenza affidata alla professoressa Costanza Falvo D’Urzo.

Da premettere subito che le iniziative socio – culturali della Uniter si svolgono e si vivono sotto la continua spinta emotiva nel voler compiere altri e nuovi percorsi sulle strade delle conoscenze e del sapere. Strade che non hanno mai barriere e limiti ben precisi, ma costituiscono una continua ed appassionata tensione nel voler sempre accostarsi alle fonti della cultura, del sapere, dell’approfondimento, attraverso un modo proprio basato su una duplice tendenza che porta innata l’uomo libero: cioè, la voglia e la gioia del restare dentro i suoi ambiti di vita, con l’altrettanta aspirazione a spingersi oltre, ad andare oggi verso luoghi inesplorati, come viaggiatori esposti quasi sempre sui moti dell’anima, aperta alle inquietudini del sapere, di tutto ciò che è nuovo e di tutto ciò che fa respirare.

VITO TETI

Professor Vito Teti, antropologo

Proprio come avverrà in occasione del primo incontro che aprirà il nuovo anno accademico della Uniter, facendolo attraverso la lettura e la riflessione del nuovo libro di un grande antropologo e pensatore, qual è il professor Vito Teti, Docente ordinario di Antropologia Culturale presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Unical. Ha fondato e dirige il Centro di iniziative e ricerche “Antropologia e Letterature delo Mediterraneo”, nonché Direttore del Centro Demo – Antropologico “Raffaele Lombardi Satriani”, presso lo stesso Dipartimento.

Il nuovo volume ha un titolo che già fa da introspezione al suo nuovo libro, “Pietre di pane. Un’antropologia del restare”, in cui sembrano darsi la mano le due tendenze mai sopite nell’uomo: l’avventura “del restare”, vissuta non come una fuga dalla realtà, ma come il vivere “una diversa pratica dei luoghi e una diversa esperienza del tempo”.

Il romanzo “Pietre di pane” è un continuo accostamento di racconti, di memorie e di variegate riflessioni che lo scrittore ha avvertito, e trasposte in questo romanzo, nel corso di un viaggio tra la Calabria ed il Canada. Ma si presta anche ad una più profonda riflessione di un Sud d’Italia spesso frettolosamente criticato e burlescamente represso, spesso esposto ad architettate ed ingiuste critiche, tante da farlo considerare alla guisa di un “maledetto Sud”!

L’incontro con lo scrittore è in agenda per mercoledì 5 con inizio alle ore 17, presso la sala dell’Uniter alla Casa del Sacerdote in via Misiani.