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La Calabria non si muove

Soppressi quasi tutti i treni regionali. Tra Lamezia e Catanzaro solo 3 corse in bus
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Di norma funziona così: in estate aumentano i turisti, c’è una discreta mobilità interna verso le zone di mare, la gente parte e deve quindi raggiungere le città più grandi e dunque io, Regione virtuosa e a vocazione turistica, aumento il traffico su rotaie per facilitare gli spostamenti ed incentivare l’economia ed il turismo. In Calabria, manco a dirlo, non va in questo modo ed anzi, in barba a tutti questi ragionamenti e queste conclusioni, le corse regionali diminuiscono in maniera vertiginosa.

Dal 15 giugno, infatti, saranno soppresse oltre 20 corse che collegano le località joniche con Reggio, Sibari e Lamezia Terme. Nello specifico diminuiranno le corse da Catanzaro verso nord, direzione Sibari, e verso sud in direzione Reggio, mentre saranno completamente soppressi i collegamenti su linea ferrata tra Catanzaro e la stazione di Lamezia Terme Centrale, sostituiti da solo tre bus (due in direzione del capoluogo regionale e uno per la città della Piana) e tutti di primo mattino.

«Il taglio immediato di 10 milioni di Euro al contratto di servizio con Trenitalia, deliberato dalla Regione Calabria lo scorso aprile, provocherà proprio in concomitanza della stagione estiva, un’ecatombe nel sistema di mobilità del versante Jonico calabrese. Per il settore turistico sarà un disastro ben peggiore di quello che ormai da troppi anni si sta ripetendo nei nostri territori».  Questo quanto afferma Roberto Galati, membro dell’Associazione Ferrovie in Calabria che ha portato all’attenzione la notizia.

«Ciò che risulta maggiormente incomprensibile, – continua Galati – è il mantenimento di un programma d’orario completamente inefficace, che non prevede per lo meno la prosecuzione di almeno 2 coppie di treni da Reggio Calabria/Roccella Jonica e da Sibari/Crotone, su Lamezia Terme e ritorno, in coincidenza con i treni a lunga percorrenza del corridoio tirrenico».

Ciò significa, per dirla in termini spiccioli, che quanti dovranno raggiungere le maggiori città italiane attraverso la ferrovia tirrenica meridionale, in molti casi dovranno attendere anche ore nella stazione di coincidenza.

Ma Galati non si limita a denunciare la situazione e si pone anche delle domande sullo spreco di denaro derivante dalla chiusura della linea Lamezia Terme – Catanzaro Lido. «L’eliminazione del servizio ferroviario, – spiega –  andrà ben oltre il comunque grave isolamento delle popolazioni Joniche. Vogliamo infatti ricordare che il tratto da Catanzaro Lido a Settingiano, è stato costruito in variante ex novo, ed inaugurato il 15 giugno 2008. Esattamente dopo sei anni, quel tratto di ferrovia che ha comportato la costruzione della nuova stazione di Catanzaro e costato 199 milioni di euro, verrà utilizzato soltanto per rari spostamenti di treni di servizio».

Nel frattempo anche la Uil ha espresso, in una nota,  il proprio sdegno per la paradossale situazione del collegamento tra le due città: «è’ ormai ufficiale: i treni 3770, 3771, 3772, 3773, 3774, 3776, 3777, 3778, 3779, 3781, 3782 e 3783 sono stati cancellati e solo tre  verranno sostituiti con autoservizi nell’assordante silenzio di tutti.  Ai funerali – continua la nota – sono invitati tutti ed è gradita la presenza dei politici del comprensorio di Catanzaro che, a parte le passerelle, nulla di concreto hanno saputo fare per una provincia vittima di un sistema che tende ad isolarla completamente».

L’ennesimo treno perso (o soppresso?) per il rilancio della regione.