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La Calabria vuole lavoro non assistenza

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Questo è il messaggio forte, univoco, quasi banale che viene fuori dai lavori del Consiglio Generale Regionale della UIL Calabria, tenutosi ieri a Crotone nei locali delle Officine Graziani, azienda che, nonostante la grave crisi economica, resiste tra mille difficoltà e, seppur debilitata, continua a rappresentare un esempio di sana e coraggiosa impenditoria calabrese.

L’immagine di un paese chiuso nel suo egoismo, di un governo che pensa soprattutto a riforme che mirano al mantenimento di posizioni di potere e privilegi e che continua a porre la questione lavoro agli ultimi posti della propria agenda politica, il diffondersi di una tensione sociale che, se sottovalutata, può sfociare in situazioni di estrema drammaticità, l’abbattimento del costo del lavoro e la riduzione della pressione fiscale individuate come unica via per creare sviluppo, rappresentano il filo conduttore che ha caratterizzato gli interventi dei numerosi presenti accorsi da tutta la regione, a partire dalla relazione del Segretario Regionale Santo Biondo, il quale, nel rimarcare l’incapacità, dimostrata dalla politica regionale, di sfruttare gran parte delle risorse derivanti dai fondi strutturali europei, e che non offre alcun tipo di programmazione trasparente, credibile e futuribile, manda un messaggio al Presidente del Consiglio riguardo la cabina di regia, che deve senza indugio diventare operativa e di cui va chiarito chi sono gli interlocutori e quali sono le priorità da affrontare, rassicurando sul fatto che la UIL sarà pronta ad elaborare e presentare proposte concrete per la crescita e lo sviluppo di un territorio, quello calabrese, in modo che gli ammortizzatori sociali, di cui oggi usufruiscono migliaia di famiglie,  tornino ad essere uno strumento per sostenere l’attività imprenditoriale nei momenti di crisi e non un mero sostentamento al reddito di natura assistenziale.

E proprio della funzione transitoria degli ammortizzatori, che dovrebbero costituire un ponte verso le ricerca del lavoro vero, che garantisca continuità di reddito e consenta di costruire un modello pensionistico decoroso, parla il Segretario Nazionale della UIL Guglielmo Loy nelle sue conclusioni dove, evidenziando dati secondo cui dal 2008 ad oggi il numero di coloro che cercano lavoro è raddoppiato, e nella sola Calabria sono triplicate le ore di cassa integrazione, chiaro sintomo del disagio vissuto dai lavoratori, individua il tema vero del dibattito politico nell’elaborare un processo che miri a realizzare le condizioni per creare un sistema produttivo che favorisca la nascita di imprese nei settori agroalimentare, turistico, ed altri ambiti mirati al fine di ottimizzare, finalmente, le risorse comunitarie, non senza porre l’attenzione sulla assoluta necessità di rivalutare il sistema della contrattazione quale indispensabile strumento partecipativo per conseguire obiettivi realmente innovativi.