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La chiusura della TIN a Lamezia danneggia gravemente l’intera regione

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Sembra non esserci limite al peggio. Appena scongiurato, ma non è detta l’ultima parola, il grave ridimensionamento del Centro Trasfusionale, si prospetta oggi la caduta dell’ennesima tegola sulla testa della salute cittadina e calabrese Questa volta la cosa non riguarda solo Lamezia. Il centro di Terapia Intensiva Neonatale sta per chiudere per una gravissima carenza di organico, che non si è fatto nulla per scongiurare, se non si provvede tempestivamente a sostituire i due medici in maternità e dopo che il primario se n’è andato in pensione forse stanco delle promesse inutili del vecchio direttore generale.

Ad affermarlo in una nota stampa è Sinistra Ecologia Libertà di Lamezia Terme il quale sottolinea come ” la TIN è una delle eccellenze, di quelle utili alla cittadinanza tutta e non  a pochissimi, del nostro ospedale, ma la politica sanitaria di Scopelliti, Talarico e Mancuso sta facendo di tutto per metterla in ginocchio. Con tre medici, è quanto è sopravvissuto alla TIN, non si regge un reparto ed infatti c’è il rischio serio di chiusura. Il fatto è estremamente pesante  perché a Vibo la TIN non c’è, a Reggio è chiusa per via di infezioni che ci sono state, a Cosenza è intasata mentre Catanzaro non ha gli spazi per numeri maggiori rispetto ai pochissimi che gestisce, per magari far fronte alla gravissima carenza che si prospetta in Regione.” I rappresentanti del partito guidato da Vendola spiegano cosa potrebbe succedere “perché questo significherà, nella sostanza, che se ci sono gravidanze a rischio, a Lamezia come altrove, bisognerà spesso dirottarle fuori regione. Lo stesso accadrebbe per i neonati. E in allarme, infatti, sono i ginecologi e gli ostetrici, oltre che i pediatri, che si rendono conto di non avere, senza la TIN, un supporto fondamentale per il loro lavoro”. Gli esponenti della sinistra attaccano i loro avversari politici “naturalmente fa specie ricordare come fino a qualche mese fa Talarico e Mancuso si sbracciassero nell’affermare che la TIN non avrebbe chiuso. Ma c’è poco di che meravigliarsi, ormai li conosciamo bene”. Il circolo lametino di Sel, in conclusione, fa appello al neo commissario regionale della sanità “il generale Pezzi deve esserne consapevole, anche perché il problema riguarda tutta la regione e nessuno può dire che si tratta di campanile locale, considerato che da Reggio a Catanzaro ci sarebbero solo i 4 posti di quest’ultimo ospedale, assolutamente insufficienti per scongiurare l’emigrazione sanitaria  e il relativo aggravio di costi. L’emergenza dunque è seria e preoccupante per tutti: si attinga alla graduatoria esistente e si doti la TIN di Lamezia delle tre figure mediche indispensabili. Ma lo si faccia al più presto, se si vuole bene alla salute dei cittadini calabresi”