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La Domenica: giorno della Festa, giorno del Signore.

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Ogni  giorno festivo, ma principalmente ogni domenica, si può definire il giorno  della festa e della gioia, il giorno della comunità familiare e di ogni comunità che vogliono rapportarsi con l’invito esplicito ripetuto da Dio Padre e che Gesù è venuto ad attuarlo nei segni di presenze varie e vive:  la Sua Chiesa; la Parola di Dio; i Sacramenti; l’Eucaristica.

La domenica è dunque la festa primordiale che dev’essere proposta e inculcata alla pietà dei fedeli, in modo che risulti anche giorno di gioia e di riposo dal lavoro.  Ma anche giorno di meditazione e di raccoglimento, ponendo al centro di tutto e di tutti il Libro della Bibbia che è “la letteratura di un popolo: in essa sono raccolte le vicende, le sofferenze, le angosce, le gioie e le speranze della storia di un popolo; le riflessioni dei saggi, le liriche, gli inni dei poeti, le canzoni popolari fino alla vita delle primitive comunità cristiane. Tutto questo è certamente «rivelazione dell’uomo», ma è insieme «rivelazione di Dio».  La storia passata è letta come parola di Dio perché alla sua luce possiamo leggere la nostra storia, la nostra vita, e scoprire e incontrare Dio nelle vicende del nostro quotidiano.

Se la Chiesa ritrova la sua identità nella parola di Dio, anche il suo popolo ritrova in essa la sua identità , mettendo al centro la Parola di Dio. Senza questa Parola, la Chiesa è «nulla». La Chiesa è sempre in religioso ascolto della parola di Dio: da questa viene adunata e ne dipende totalmente; da essa deve lasciarsi continuamente «giudicare» e contestare.

La Chiesa pertanto non proclama un’astratta ideologia umana, ma la Parola che si è fatta carne in Cristo, Figlio di Dio, maestro e redentore di tutti gli uomini.

Il Cristo capo della Chiesa (seconda lettura) è il Cristo maestro, il Cristo­Parola (vangelo). E’ lui che unifica la molteplicità e diversità delle membra in un solo corpo, è lui che unendo con la sua parola viva le menti e i cuori crea l’unità della fede.

E’ dalla fedeltà e dalla unità di tale popolo in cammino che la Parola diventa il Vangelo della e per la nostra vita, in quanto il Vangelo non racconta solo la vita di Gesù, ma anche la mia vita. Il Vangelo ci contiene, ci coinvolge. Per questo la liturgia della Parola non è una semplice lezione morale, né l’affermazione della speranza escatologica tenuta desta dai profeti; essa proclama l’adempimento del disegno del Padre nell’oggi della vita e dell’assemblea.

Oggi, come ieri , e come sempre, fino al giorno glorioso e  gioioso della Parusia, questo giorno di festa , o giorno del Signore, ci interroga, ci converte, ci rende persone nuove, pronte ad ssere ammessi alla Mensa nuziale, al banchetto sacro nel Regno di Dio Padre.,