Notizie, cronaca, sport, eventi della Città di Lamezia Terme

Cittadino Agricoltura

La Domenica liturgica (17 settembre 2014)

Esaltazione della Croce, Segno della Pasqua, della gloria e dell’Amore di Dio per noi
911 0

Cristo umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome” (Fil 2).

sm Crocifisso

Come Mosé innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.

Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia ma abbia la vita eterna” (Gv 3).

In questa domenica liturgica, la Chiesa celebra l’Esaltazione della Croce, che è l’atto estremo del Signore Dio di “dare il suo Figlio unigenito” come testimonianza di consegna di un Amore totale e questo

perché chi crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna”.

L’Esaltazione del Cristo sulla Croce significa, allora, il trionfo della salvezza, la vittoria definitiva del Messia, l’apertura dello stadio finale del Regno di Dio.

La sua scelta di salire sulla croce è stata quella della kenosis, dell’abbassamento scandito da Paolo con cinque verbi di umiliazione: spogliarsi, assumere la condizione di servo, divenire simile agli uomini, umiliarsi, farsi obbediente.

La festa della Esaltazione della Santa Croce è la risposta a quanti vedono nella Croce un simbolo di discriminazione anziché un segno ed un mezzo di salvezza.

La Croce, per un cristiano, è la sua riposta di amore all’Amore. E’ il percorso che rende fecondo il passaggio dalla condizione terrena a quella divina; del passaggio dallo stato di mortalità a quello della immortalità; dello stato di peccato allo stato di santità; dello stato di corruzione a quello della incorruttibilità.

Questa Festa ha origine dai tempi della costruzione della grandiosa basilica voluta da Costantino, per custodire il Golgota e il Santo Sepolcro. Ma anche per ricordare la vittoria dell’imperatore Eraclio sui persiani ( 628), il quale riuscì a recuperare le reliquie della Croce che il re Cosroe aveva portato via da Gerusalemme dopo la sua conquista.