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La domenica liturgica nel segno delle “Beatitudini”

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C’è da sempre, fin dalla creazione del mondo, una perfetta, silenziosa e significativa dualità tra il bene ed il male, tra l’amore ed il peccato, tra ciò che è sano e ciò che è ammalato; tra lo stesso cielo e la stessa terra.

Il Signore Dio inizia la Sua opera meravigliosa  proprio su tale differenziazione, partendo  da queste connotazioni, dinnanzi alle quali s’interpone la libera scelta dell’uomo di oggi, di ieri, di ogni tempo.

“ In principio Dio creò il Cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque”-

“ Dio disse : ” Sia Luce !  E così avvenne. E la luce fu “-

“ E fu sera e fu mattino” ( Gen 1).

Una dualità, quindi, sulla quale la Santa Chiesa si stringe in un Patto di Amore con lo Spirito che la guiderà alla Verità tutta intera, e che caratterizza quel che rappresenta la libera scelta di ogni uomo di ogni razza, stirpe, nazione.

Nel Vangelo, tali distinzioni le troviamo sparse  sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento e che caratterizzano quel tratti di somma poesia ed insegnamento, raccolti nel passo delle Beatitudini : poveri e maltrattati /ricchi ed egoisti; avete fame / sarete saziati, ora piangete/ riderete; odio/ perdono; sazi/ affamati; riderete o piangerete; maledetto l’uomo che confida nell’uomo … e dal Signore allontana il suo cuore /dimorerà in luoghi aridi nel deserto / Egli è come un albero piantato lungo l’acque/  – non siede in compagnia degli stolti … ma si compiace della Legge del Signore.

In questo tempo così disastrato  ed impaurito a causa della proliferazione del male, appare come un tesoro da custodire , da propagandare e da amare sempre più il cantico delle Beatitudini e l’invito sostanziale e paterno di Gesù:

Venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi, e io vi ristorerò, dice il Signore”.

Tale salvezza non è circoscritta a coloro che egoisticamente creano i “ gruppetti” fondati sulle differenze che loro stessi creano e  di cui si vantano, emettendo giudizi quasi sdempre gratuiti ed opposti al Suo insegnamento. Dio è per tutti; anzi, Lui è venuto per salvare coloro che stavano sull’orlo del precipizio, a patto che si faccia concretamente ed umilmente un gesto di amore perenne : fare  la volontà di Dio e ci si abbandoni fiduciosamente alla Sua Misericordia.

Beati voi, poveri, perché vostro è il Regno di Dio”.

Con San Francesco d’assisi ripeteremo, osannando:  “ dove sono le tenebre, che io porti la Luce!”