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La “ Lectio magistralis” sul tema “ Il volo notturno delle streghe. Caccia alle streghe e modernità”.

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La “ Lectio magistralis” sul tema “ Il volo notturno delle streghe. Caccia alle streghe e modernità”.

Proseguono con particolare interesse gli incontri culturali a cura dell’Università della Terza Età di Lamezia Terme, nel solco di una tradizione che è diventata nel contempo una sorta di patrimonio della Città e del suo comprensorio. L’ultima di tale “ lectio magistralis” , in ordine di tempo, è stata quella che ha trattato una delle tematiche basilari sul crocevia della cultura a dimensione internazionale : “Magia, filosofia occulta e Inquisizione. Il lato oscuro della modernità”, con relatore l’illustre Federico MARTINO, Professore Ordinario di Storia del Diritto Italiano nell’Università di Messina dal 1993.

Presentato dalla Professoressa Costanza Falvo d’Urso , l’introduzione al tema è stata affrontata saggiamente dalla  Dott. Rosamaria Alibrandi,  studiosa ed interprete di quel secolare dibattito che il mondo culturale e religioso sostiene alla ricerca di risposte meditate e complete sui vari interrogativi che si dipanano attorno a tematiche ampiamente dibattute , partendo fin dall’inizio della querelle culturale, religiosa, ed anche – se vogliamo – esistenziale : il secolare culto dei Sette Angeli.

Da tale punto, ecco alcuni interrogativi alla ricerca di conferme, o meno : in siffatta interpretazione, entra allora di competenza la figura di un mago?

Ed allora , Il Mago difende una strega? 

Perché nel Rinascimento, sul nascere della modernità, si verifica l’esplosione di irrazionalità che la caccia alle streghe costituisce, mentre s’afferma la scienza sperimentale?

Ancora, perché la Chiesa – dopo aver negato fino alla Exenbulle che il volo notturno sia reale, dismettendo il dato fondante dell’irrealtà della stregoneria, ne recepisce la credenza?

“ L’uomo, creatura bellissima, fatta a immagine di Dio, è un essere inquieto, mosso dalla volontà di conoscere; vuole creare, e partecipare così dell’opera del Demiurgo.

La sua caduta è un fatto volontario, non una punizione divina; l’uomo pecca per brama di sapere e in quanto opera la scelta di affrancarsi dalla tutela del Padre.

L’uomo-mago, capace di conquistare con la sapienza il dominio sul cosmo, è libero a fronte di una nuova concezione rinascimentale della natura: nel libro di Federico Martino quest’uomo è Cornelio Agrippa, il quale «riteneva che chi dominava gli elementi e vinceva la natura diventasse cooperatore o emulo di Dio»

In definitiva, è stata fatta una esaustiva sinossi del testo che possiamo desumerla in questa evidenza di primo piano:

Può sembrare strano, ma il Medio Evo non conosce le streghe. L’esplosione di “irrazionalità” che porta alla caccia delle malefiche si verifica a partire dal Rinascimento, al sorgere della Modernità, quando ha inizio la Scienza sperimentale. Solo in quel momento, la Chiesa, che ha negato per secoli la realtà del volo notturno, accoglie una credenza che le era estranea.

L’invenzione del c. d. patto demoniaco è, al contempo, causa ed effetto dell’abbandono dei paradigmi razionali caratteristici del Basso Medio Evo.

Adesso, gli inquisitori non si limitano a colpire l’eresia, ma usano la paura del Maligno per imporre l’abbandono delle regole della logica e del diritto.

La Società ha iniziato a sperimentare nuove forme dell’economia e nuove relazioni tra gli uomini e sta elaborando una diversa visione del mondo. Per questo, i vecchi ceti, a difesa di una traballante egemonia, serrano le fila e cercano di arrestare le diaboliche innovazioni in corso.

La Grande Caccia finirà quando una nuova classe avrà preso il potere. Come diceva Voltaire, “le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle“. Ma la nuova classe, a sua volta in declino, ha trovato anch’essa i suoi (immaginari) nemici da bruciare.

Bene allora ha fatto l’Università della Terza Età di Lamezia Terme a sottoporre all’attenzione dei suoi iscritti e simpatizzanti questa prima “manche” di conoscenze: il resto lo si vedrà col tempo e per il tempo.