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La Lega Nord sbarca a Lamezia Terme

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Il piazzale di fronte l’ingresso del teatro Umberto si presenta affollato di macchine delle forze dell’ordine, curiosi e contestatori armati di fischietto. Sulla porta gli steward, con tanto di giacchetta fluorescente, inizialmente vietano l’ingresso sostenendo la tesi assurda che il convegno era riservato solo agli aderenti del Movimento Territorio e Lavoro. Poteva entrare solo chi si appurava non essere un pericoloso contestatore.

Sulle note de “il cielo è sempre più blu”, di Rino Gaetano, fa il suo ingresso sul palco il segretario della Lega, Matteo Salvini. Accanto a lui, tra i principali esponenti politici, Domenico Furgiuele, Massimo e Marco Cristiano. Numeroso il pubblico presente al teatro, da sottolineare la presenza in prima fila di persone sordomute per le quali gli organizzatori hanno previsto un’apposita operatrice che traducesse nella lingua dei segni l’intero comizio.

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“No ad una moneta che ha ridotto il nostro potere d’acquisto” sono queste le prime parole pronunciate da Furgiuele “l’unica battaglia utile è quella di uscire da un incubo in cui non abbiamo deciso noi di entrarci. Il 25 maggio possiamo scegliere di fare un passo per crescere e sperare. Uscire dall’Euro si può e si deve”.

 

A fargli eco Massimo Cristiano che inizia il suo intervento complimentandosi con la Vigor Lamezia per il traguardo raggiunto. Il consigliere comunale risponde, poi, alle critiche che ha suscitato l’alleanza con la Lega Nord “noi tra la Merkel e la Le Pen, scegliamo la Le Pen. Uscire dall’Euro senza se e senza ma” Cristiano non lesina critiche all’Amministrazione Comunale rea di aver acquistato il Teatro Grandinetti ed abbandonato i suoi lavoratori, di aver costruito case solo per i rom mentre gli italiani sono costretti a dormire in macchina.

 

Marco Cristiano, unico lametino candidato alle elezioni europee, descrive il suo percorso politico: dall’Msi alla destra extra parlamentare radicale per poi passare alla Fiamma Tricolore fino alla gestione di Pino Rauti. “Oggi è antistorico parlare di destra e sinistra, nord e sud, poiché esiste un potere economico che cerca di contrapporsi a quello politico” . Per il candidato del MTL l’euro è un arma in mano alla finanza per dirigere l’economia degli stati europèi “banchieri e tecnocrati che comandano in Europa e speculano sui popoli”. Cristiano chiude il suo intervento con lo slogan “Basta Euro e Stop all’Immigrazione”.

 

L’intervento più atteso, però, è stato quello del segretario della Lega (stasera in collegamento dalla città della piana per Piazza Pulita definita da Salvini trasmissione di sinistra)

“Io sto con le mamme di Modica che non hanno mandato in gita i loro figli perché i pullman erano gli stessi utilizzati per trasportare i clandestini sbarcati, un autobus potenzialmente infetto. Questo non è razzismo”. Matteo Salvini entra così da subito nei temi caldi e cari alla Lega “sono andato in stazione centrale a Milano sabato scorso e ho visto che son arrivati 200 immigrati con bimbi mezzi nudi, che raccoglievano il pane per terra ed i turisti costretti a fare lo slalom convinti di essere arrivati a Kabul e non a Milano”. Dagli immigrati il discorso poi si sposta sulle riforme “chi se ne frega del Senato e della legge elettorale, qui non si mangia pane e riforme” è l’intervento che ha richiamato gli applausi della sala per il segretario della Lega che ha ricordato la raccolta firme per il referendum contro la legge Fornero e la visione di famiglia concepita dall’Europa. L’esponente del carroccio si pone a difesa delle produzioni italiane e soprattutto locali a fronte di quelle provenienti dall’estero “Cosa hanno votato gli esponenti europei del Pd, a favore delle produzioni marocchine o di quelle siciliane e calabresi?”.

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Salvini rassicura sulle conseguenze che si potrebbero avere dall’uscita dall’Euro “lo abbiamo già fatto nel 1992 e l’anno dopo c’è stato il boom economico. Vi domando, stavate meglio o peggio 12 anni fa?”. Non si tira indietro l’esponente leghista nel rispondere alle accuse di essere contro il sud “La lega non è contro il sud ma contro la politica del Sud, un esempio ne è il decreto <<Salva Roma>>. Non siamo contro i cittadini romani ma contro chi ha amministrato la città di Roma ed ha creato questa enormità di debiti”. Ai contestatori che da fuori si facevano sentire con i fischietti Salvini manda un messaggio “siete antidemocratici, siete quelli che puntano il dito e dicono tu hai diritto di parlare e tu no. Io non mi sono mai permesso di azzittire qualcuno ai comizi di altre forze politiche. La democrazia significa che ognuno può esprimere liberamente le proprie idee. Giustamente si può non essere d’accordo, ma allora te ne stai a casa”

Il segretario della Lega conclude applaudendo al coraggio dei rappresentanti locali “immagino quante ve ne hanno dette” e definisce l’alleanza con il MTL di Lamezia Terme una bella scommessa!.