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La lezione che ci ha lasciato il recente nubifragio.

Pensarci prima . E pensarci bene. La saggia riflessione dell’avvocato Italo Reale che pubblichiamo integralmente.
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La lezione che ci ha lasciato il recente nubifragio.

Giovedì notte Lamezia ha vissuto una nottata di “tregenda” con l’acqua che scendeva a fiumi nelle strade in discesa e la stazione di Nicastro che galleggiava in un lago di acqua piovana.

La forza della pioggia era impressionante ed i tombini sono esplosi riversando sulla pubblica via quello che non riuscivano a smaltire.

Non sarebbe giusto poi non avere davanti agli occhi la tragedia che ha colpito una famiglia ed il senso di smarrimento e di cordoglio che questo luttuoso avvenimento ha  provocato in tutta la città.

Venerdì mattina,un  Collega avvocato di Catanzaro, mi ha mostrato foto analoghe della sua città con scale trasformate in cascate ed allagamenti diffusi.

Forse sarebbe quindi il momento  di prendere coscienza  che questi fatti non sono da considerarsi eccezionali dal momento che il pacifico aumento delle temperature (il cosiddetto effetto serra) sta trasformando (ma in parte è già successo) la nostra zona climatica in una zona tropicale con eventi atmosferici  estremi e piogge torrenziali.

Tutto questo non ha attirato una vera attenzione dei Governi né di quelli di Centro Sinistra (Renzi addirittura ha difeso i combustibili fossili) né quelli locali perché è evidente che, se da una parte, apparirebbe necessario rafforzare in modo accelerato le fonti di produzioni alternative (sole , vento ecc) dall’altra sarebbe necessario prendere atto che le strutture delle nostre città non sono in grado di reggere l’impatto di questi fenomeni.

Non so, per esempio, se la tempesta che si è abbattuta su Lamezia nelle ore serali, si fosse verificata all’uscita della scuola o nel pomeriggio cosa sarebbe successo in termini di pericolo di vite umane e non credo neanche che la risposta sia quella di impedire ai bambini di andare a scuola .

Questo senza considerare Chi non è potuto tornare a casa, gli allagamenti di strutture artigiane ed industriali o di semplici  magazzini ed il dolorosissimo  evento luttuoso di San Pietro Lametino.

Il costo di tutti questi “inconvenienti” alla fine, sarà di gran lunga superiore rispetto agli investimenti per rallentare l’aumento delle temperature e quelli  necessari per adeguare, per esempio, la rete fognate e di acque bianche, a questa nuova situazione.

Forse sarebbe il caso di comprendere che le modifiche climatiche oggi sono tali da non interessare solo lontane zone di montagna o di collina ma che i problemi oggi colpiscono anche i luoghi dove vive la maggioranza dei Calabresi ( ma anche dei Campani , dei Pugliesi ecc.)

Forse la Regione potrebbe valutare e proporre un calendario di interventi, forse i Comuni potrebbero indicare le criticità immediate e gli interventi di prospettiva, forse il dibattito  e l’attenzione del Governo si potrebbe spostare da “quota 100” a quello di un emergenza che potrebbe diventare un rischio quotidiano.

Italo Reale