Notizie, cronaca, sport, eventi della Città di Lamezia Terme

Cittadino Agricoltura

La Lobby LGTB piazza un suo uomo per marcare Matteo Renzi

Il Premier sempre al servizio del pensiero debole
,
672 0

Da lunedì il fondatore e direttore del portale Gay.it, Alessio De Giorgi, farà infatti il suo ingresso a Palazzo Chigi per entrare a far parte dello staff della comunicazione, con il compito di occuparsi soprattutto di informazione on line e social media.

Quarantasette anni, gestore della discoteca Mamamia sulla marina di Torre del Lago, già capo di Gabinetto nell’amministrazione del sindaco di Viareggio Leonardo Betti, De Giorgi è stato anche consigliere per l’attuazione delle norme contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, su nomina della Giunta regionale toscana. Esponente di Arcigay, con il suo oggi ex compagno Christian Panicucci  fu il primo a firmare un Pacs nel 2002 a Roma presso il consolato francese.

22int01f1

l direttore di Gay.it entra dunque questa volta dalla porta principale dopo il fallito tentativo di fare il suo ingresso in Parlamento come candidato del partito Scelta Civica di Mario Monti nel 2013. 

Candidatura alla quale fu costretto a rinunciare, in seguito alla pubblicazione di alcune sue foto da parte del quotidiano Libero e dopo che la trasmissione radiofonica La Zanzara diffuse la notizia che lo stesso De Giorgi risultava proprietario di ben quattro siti pornografici: Gaysex.it, GayTube.it, NewEscort.com e Me2 tutti riconducibili alla società da lui amministrata Gay.it S.p.A..

Le foto di Alessio De Giorgi pubblicate da Libero nel 2013

I primi tre siti della lista furono prontamente oscurati e l’aspirante candidato tentò di salvare la poltrona precipitandosi a giustificare il tutto a Dagospia, dichiarando:

«Il primo e il secondo erano vetrine di affiliazione con siti pornografici statunitensi, dove immagino che molti italiani abbiano trovato conforto della loro solitudine. Il terzo era un elenco di utenti della community Me2.it che si autodefinivano “escort”: questa parola può sicuramente far drizzare le antenne ai campioni di moralismo e giustizialismo, ma c’è da precisare che su tali utenti la Gay.it non ha mai ottenuto alcun vantaggio economico, a differenza dei tanti quotidiani nazionali e non che ospitano annunci a pagamento dietro ai quali si celano evidentemente “professioniste dell’amore”.

Non si va quindi a prefigurare il reato di sfruttamento della prostituzione, questo sì previsto dal codice penale. Tutti e tre i siti sono stati oscurati poco fa per evitare che vengano utilizzati in questa campagna sessuofobica incentrata sulla figura del sottoscritto». Riguardo a Me2 ha aggiunto: «È una community di incontri tra persone maggiorenni e consenzienti, come possono essere ad esempio Badoo o Meetic. Il sito è online».

Ultimamente il neoassunto di palazzo Chigi, ha assistito Renzi durante il travagliato iter della legge sulle unioni gay, appoggiando la scelta del premier di stralciare le adozioni pur di far passare la legge e riuscendo così a far “digerire” tale indigesta decisione all’esigente comunità omosessuale. L’incarico sa dunque di meritata ricompensa da parte del capo che con tale abile nomina strizza l’occhio anche al mondo gay in vista delle prossime elezioni amministrative.

Dopo il “teologo” gay, Benedetto Zacchiroli, chiamato da Bologna a Roma per entrare a far parte dello staff di Palazzo Chigi, la nomina del fondatore e direttore di Gay.it, Alessio De Giorgi, in un campo oggi così importante e strategico come quello della comunicazione online, mostrano chiaramente da che parte sta il governo del “cattolico” Matteo Renzi nell’odierna battaglia culturale per la “normalizzazione” dell’omosessualità e di ogni tendenza sessuale nella nostra società.

fonte:Osservatorio gender