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La mafia sul collo, ultimo libro di don Giacomo Panizza

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Un personaggio, no, un prete, si, un professore universitario a contratto, un sociologo, un animatore, un imprenditore, un missionario di frontiera, un uomo per la giustizia e per la legalità. Tanto insieme, poliedrico, difficile da scrutare,di poche parole, sempre attivo, di qua, di là, in una piccola parrocchia di un paesino di montagna, in televisione a parlare e raccontare la sua storia di frontiera. Venuto a Sud dalla ricca ed opulenta Brescia per stare con gli ultimi, gli emarginati, per farsi prete. Per dar vita ad una comunità, la Progetto Sud. Oggi una sorta di galassia del terzo settore e non solo che ha generato tanto, ha fatto tanto, ha avuto tanto. Un caposaldo dei servizi sanitari e assistenziali. Don-Giacomo-PanizzaA giorni don Giacomo Panizza ritorna in libreria, con un libro anticipato dal quotidiano della conferenza episcopale. Il titolo è emblematico”La mafia sul collo. L’impegno della Chiesa per la legalità nel nostro Paese”.Ma forse non è meglio parlare di giustizia. Il termine legalità non è surrogato. Eppure don Giacomo Panizza rispondendo al giornalista di Avvenire dice: “La parola giustizia è la più citata nella Bibbia, sopratutto nel Nuovo Testamento con una bellezza incredibile, come nelle beatitudini”. Per il sacerdote spesso oggetto di minacce e di attentati che oggi vive sotto scorta ” la legalità è lì”.

Eppure ai tempi di Gesù c’era la legalità?  Per don Giacomo Panizza  “giustizia e legalità sono aspetti della carità”.

L’autore racconta di un libro “sulla pastorale della legalità, un libro di Chiesa. Per parlare ai sacerdoti, ai catechisti, persone di chiesa che educano, per avere dei punti solidi su questo argomento”. Sull’argomento c’è bisogno di ” più progettazione pastorale e di più formazione”.

Nel libro edito per i tipi della Dehoniane di Bologna racconta tante storie positive di Chiesa viste a Sud. Altrimenti il meridione sarebbe sprofondato. Il sogno di don Giacomo

 è la bellezza di vivere in una regione di giustizia e invece in Calabria di ingiustizia ce n’è ancora tanta. Ma non solo in Calabria.

Buona lettura appena arriverà in libreria, per comprendere l’esperienza di un uomo e di una comunità.