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La minaccia dell’Aids è tuttora presente. Indicazioni e numeri da sapere per prevenire

Alcune delle cause: si fuma molto e si abusa dell’alcool, mentre non ci si sottopone alla prevenzione e alla diagnosi precoce dei tumori , nonché altri fattori di rischio
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La minaccia dell’Aids è tuttora presente. Indicazioni e numeri da sapere per prevenire

Ritorna a far discutere, ma più che altro a preoccupare, una grave malattia – l’ Aids- che ai suoi inizi, nei decenni scorsi, sembrava essere paragonabile, per rischiosità, a quella attuale dell’ebola, ovviamente con parametri medici e scientifici diversi.

Nell’ambito dell’epidemia da Hiv/Aids, una delle sfide ancora difficili da vincere è quella dei tumori che insorgono nei soggetti sieropositivi e che costituiscono oggi la prima causa di morte anche in Italia.

La divisione di Oncologia Medica del Cro di Aviano (Pn) – la Struttura Operativa Semplice Interdipartimentale (Sosi) di Malattie Infettive diretta da Emanuela Vaccher – ha la maggiore esperienza clinica in Italia di tumori in Hiv, avendone visti ben oltre 1.000 dall’inizio dell’epidemia ed ha anche una esperienza di ricerca che la mette ai primi posti non solo in Europa ma anche nel mondo al riguardo dei tumori associati all’Hiv/Aids. “I tumori in Hiv – spiega Umberto Tirelli, Direttore Dipartimento di Oncologia Medica del Cro – sono passati da malattie considerate praticamente da non trattare all’inizio dell’epidemia perché’ il trattamento era ritenuto senza beneficio, a sempre trattabili con beneficio e anche guaribili.

Purtroppo, le persone con infezione da Hiv che oggi vivono grazie all’Haart (Highly active antiretroviral therapy) hanno dei fattori di rischio elevati per sviluppare tumori.
In particolare ciò avviene perché’ fumano molto, alle volte abusano dell’alcool, non si sottopongono alla prevenzione e alla diagnosi precoce dei tumori ed inoltre albergano frequentemente virus come quelli dell’epatite B e C, dell’Hpv ed altri, che sono notoriamente oncogeni. I pazienti con infezione Hiv dovrebbero smettere di fumare ed attenersi alle linee guida per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori. In particolare i tumori correlati al fumo come quelli del polmone sono gia’ in aumento e saranno sempre più presenti anche per l’invecchiamento della popolazione con infezione da Hiv”. I tumori classici correlati all’Aids, come il Sarcoma di Kaposi e i linfomi, sono comunque in calo grazie all’Haart e sono stati fatti progressi notevolissimi nel management di queste malattie. Per quanto riguarda i linfomi maligni, grazie a trattamenti come la combinazione Haart e chemioterapia ed immunoterapia con anticorpi monoclonali ed il trapianto di midollo – ha concluso Tirelli – oggi si ottengono gli stessi risultati che nella popolazione generale con gli stessi linfomi e gli stessi stadi di malattia”.

hiv

I controlli periodici

Recentemente la Sosi di Malattie Infettive ha esteso l’interesse della ricerca e del trattamento ai pazienti immunodepressi dopo trapianti di organo solido come fegato, rene e cuore per i quali esiste un ambulatorio dedicato che studia i pazienti trapiantati e procede ad uno screening per diagnosi precoce ed eventuale terapia dei tumori che si presentano in questi pazienti.

Per quanto riguarda i numeri che nascono da questa malattia, si è dato a sapere che in Italia vivono circa 100 mila persone con l’Hiv o l’Aids.

La cifra non include la quota degli inconsapevoli dell’infezione, cioe’ Hiv-positivi ma privi di diagnosi e all’oscuro del proprio stato di sieropositività. Si stima che la percentuale delle persone che non sanno di essere Hiv infette può variare dal 13% al 40% e, considerando queste stime quindi, il numero dei viventi con Hiv o Aids in Italia potrebbe variare da 108 mila a 156 mila.

La modalità di trasmissione più frequente e’ quella eterosessuale (37%) mentre i consumatori di sostanze per via iniettiva sono il 28% e i maschi che fanno sesso con maschi rappresentano il 27%.