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LA MISURA DELLA MODERNITÀ’- ( Francesca Monterosso )

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LA MISURA DELLA MODERNITÀ’- ( Francesca Monterosso )

A fronte di una realtà sociale dirompente e fortemente impositiva di modelli e schemi preconfezionati, qui di seguito uno dei temi che si consegna nelle mani del nichilismo, uno degli argomenti filosofici di per sé di vecchia e nuova portata affrontato più e più volte tra banchi di scuola ma mai personalmente a tu per tu : L’omologazione sociale”, un fenomeno prorompente e dilagante, fautore e responsabile di una standardizzazione di massa basata sul marketing e la commercializzazione.

Ma …la fantasia e l’immaginazione che pure determina il potere di scelta e di selezione dell’uomo dove la collochiamo? Eppure se ci si pone nella prospettiva di comprendere che il centro di gravità su cui ruota il mondo delle idee e della tecnologia è l’uomo come sistema complesso di emozioni, idee e sentimenti è facile arrivare alla consapevolezza che è nelle nostre mani il potere di distruggere, modificare, determinare la realtà esterna, ma non siamo capaci di utilizzare altrettanto potere per autodeterminarci in maniera unica ed irrepetibile, quale configurazione innata nella persona umana. Quasi viene in mente la frase di una canzone “Ma nel tempo ho scelto e so che ne rimarrà una di me” (Giorgia, Oronero) che ben sintetizza questa lotta tra la concezione dell’uomo come prodotto di fabbrica destinato a ripetersi uguale agli altri nella moda, nei pensieri, nelle passioni ed inclinazioni e la concezione di un individualismo forte e pronunciato nella consapevolezza che un altro te non si ripeterà mai – sebbene le dovute somiglianze- perfettamente uguale nel tempo e nello spazio.

Ed è per questo che la ricerca della propria individualità è pur sempre la ricerca della bellezza imperfetta che ci rende unici e che ci spinge ad andare controcorrente rispetto all’imposizione di certi modi di fare a livello sociale che possono dare un contributo all’apparenza ma non alla sostanza; vedi, ad esempio, l’omogeneità come requisito caratterizzante le elites, circoli sociali e gruppi di vario tipo. Forse in fondo si rischia con la paura della “diversità” e delle sue implicazioni a livello sociale ed antropologico ma quale migliore misura per poter vincere una battaglia con se stessi contro il sistema di dogmi e standard a cui bisogna conformarsi e a cui ci si conforma anche in maniera inconsapevole!

Prendiamola come una sfida! E’ triste vedere gente che è in realtà altra gente; è triste vedere indossare passioni, idee ed inclinazioni che in realtà non ci appartengono.

Di per sé non si ruba nulla agli altri ma si deruba se stessi di quel potere di autodeterminazione che muove il filo del nostro percorso evolutivo in maniera “unica ed irripetibili”.

Non abbiate paura del cambiamento perché non è con le armi ed il terrore che va avanti il mondo, ma con la rivoluzione sana, tipica di chi, senza timore ,lascia andare le proprie idee e le proprie emozioni In un flusso continuo ed evolutivo senza arrestarle.