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La necessità di una guida spirituale

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L’importanza attribuita alla relazione tra guida spirituale e aspirante, tra iniziatore e iniziato, nella tradizione spirituale dell’India come anche in molte vie spirituali esoteriche del mondo, ha fatto nascere in alcuni le seguenti domande: “Perché si deve accettare un altro come guida spirituale o guru?” “Non è l’uomo dotato di sufficiente intelligenza per discernere tra ciò che gli è necessario e ciò che non gli è benefico?”


Sicuramente l’uomo è dotato di ragione e abbastanza volontà per determinare e modificare il proprio destino. Ancora di più, i testi tradizionali sacri affermano che l’aspetto ultimo di ogni essere è di natura divina, quindi Dio stesso rappresenta la guida che c’è dentro ciascun uomo. Allora a cosa serve un guru esterno? Non basta che l’uomo ascolti la voce della propria guida interiore, invece che affidarsi a qualcun altro che, in fin dei conti, è anch’egli mortale? Ci sono infatti tanti esempi di yogi, santi e mistici che pur non avendo avuto nessun guru hanno lo stesso raggiunto la liberazione, seguendo unicamente la propria guida interiore.


È vero che ogni uomo ha dentro di sé la scintilla divina, il Sé spirituale. Ma quanti esseri umani lo possono sentire veramente e realizzare la sua presenza? Quanti si possono aprire per ricevere la sua guida? L’uomo, così come si manifesta nel periodo attuale sulla Terra, ha una visione limitata dalla propria ignoranza (di cui tuttavia spesso si compiace) e non può andare molto lontano da solo, né verso gli aspetti elevati, né verso la profondità della sua anima.

L’illusione, che è un effetto dell’ignoranza, agisce così fortemente sui suoi sensi, che è molto facile per un tale uomo sbagliare ed ascoltare la voce del suo ego inferiore, credendo che questa sia la voce del Sé Divino. Teoricamente è quindi possibile evolvere da soli sulla via spirituale, ma generalmente, questa via è limitata nella sua applicazione a causa dell’immaturità della coscienza umana nell’attuale stadio di sviluppo.

L’essere umano conosce tramite i sensi, orientati il più delle volte verso l’esterno, e difficilmente riesce a rapportarsi verso ciò che non vede o non sente, quindi gli è difficile credere e avere fiducia in una guida che non può essere percepita fisicamente. Per superare questa difficoltà naturale, la tradizione indiana riconosce gli Avatar, incarnazioni del divino in forma umana, che possono essere percepiti fisicamente e che determinano una trasformazione profonda nella coscienza dell’umanità. Purtroppo le incarnazioni divine sono rare e appaiono soltanto nei periodi cruciali dell’evoluzione dell’universo. Esistono tuttavia altre manifestazioni del divino, ovvero messaggeri che vengono nel mondo con il compito di portare gli esseri umani verso il Sé. Ma nemmeno loro nascono ogni giorno e non molti dunque possono beneficiare del loro insegnamento e della loro guida.

 

Qual è il ruolo di un maestro?

Nel regno spirituale, una guida con una conoscenza autentica, profonda, dotata di una ricca esperienza, nel momento opportuno, può aiutarci immensamente a non perdere troppo tempo e a non sprecare energia in sforzi vani. Egli può inoltre aiutarci ad eliminare la sofferenza e la possibilità di un eventuale fallimento. Inoltre sa come agire con saggezza per eliminare le nostre cattive abitudini, che risulterebbero poi ostacoli alla nostra salita, facilitando allo stesso tempo il risveglio e l’amplificazione delle qualità che semplificheranno invece la nostra ascesa. In realtà, il ruolo di un maestro spirituale è quello di accompagnarci nel cammino spirituale fino alla fine, quella fine unica che è DIO, o che alcuni chiamano l’Infinito.