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La parola di Papa Francesco è come una spada affilata

Non esiste una vita umana più sacra di un’altra: ogni vita umana è sacra!
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Ieri il Papa ha parlato all’Associazione dei Medici Cattolici e ha parlato in maniera chiara: Non esiste una vita umana più sacra di un’altra: ogni vita umana è sacra! Come non c’è una vita umana qualitativamente più significativa di un’altra, solo in virtù di mezzi, diritti, opportunità economiche e sociali maggiori.

Questo è ciò che voi, medici cattolici, cercate di affermare, prima di tutto con il vostro stile professionale. La vostra opera vuole testimoniare con la parola e con l’esempio che la vita umana è sempre sacra, valida ed inviolabile, e come tale va amata, difesa e curata.

Questa vostra professionalità, arricchita con lo spirito di fede, è un motivo in più per collaborare con quanti – anche a partire da differenti prospettive religiose o di pensiero – riconoscono la dignità della persona umana quale criterio della loro attività. Infatti, se il giuramento di Ippocrate vi impegna ad essere sempre servitori della vita, il Vangelo vi spinge oltre: ad amarla sempre e comunque, soprattutto quando necessita di particolari attenzioni e cure. (…) Vi esorto a proseguire con umiltà e fiducia su questa strada, sforzandovi di perseguire le vostre finalità statutarie che recepiscono l’insegnamento del Magistero della Chiesa nel campo medico-morale.

Il pensiero dominante propone a volte una “falsa compassione”: quella che ritiene sia un aiuto alla donna favorire l’aborto, un atto di dignità procurare l’eutanasia, una conquista scientifica “produrre” un figlio considerato come un diritto invece di accoglierlo come dono; o usare vite umane come cavie di laboratorio per salvarne presumibilmente altre. La compassione evangelica invece è quella che accompagna nel momento del bisogno, cioè quella del Buon Samaritano, che “vede”, “ha compassione”, si avvicina e offre aiuto concreto (cfr Lc 10,33).

La vostra missione di medici vi mette a quotidiano contatto con tante forme di sofferenza: vi incoraggio a farvene carico come “buoni samaritani”, avendo cura in modo particolare degli anziani, degli infermi e dei disabili. La fedeltà al Vangelo della vita e al rispetto di essa come dono di Dio, a volte richiede scelte coraggiose e controcorrente che, in particolari circostanze, possono giungere all’obiezione di coscienza. E a tante conseguenze sociali che tale fedeltà comporta.

Noi stiamo vivendo un tempo di sperimentazioni con la vita. Ma uno sperimentare male. Fare figli invece di accoglierli come dono, come ho detto. Giocare con la vita. Siate attenti, perché questo è un peccato contro il Creatore: contro Dio Creatore, che ha creato le cose così.

Quando tante volte nella mia vita di sacerdote ho sentito obiezioni. “Ma, dimmi, perché la Chiesa si oppone all’aborto, per esempio? E’ un problema religioso?” – “No, no. Non è un problema religioso” – “E’ un problema filosofico?” – “No, non è un problema filosofico”. E’ un problema scientifico, perché lì c’è una vita umana e non è lecito fare fuori una vita umana per risolvere un problema. “Ma no, il pensiero moderno…” – “Ma, senti, nel pensiero antico e nel pensiero moderno, la parola uccidere significa lo stesso!”. Lo stesso vale per l’eutanasia: tutti sappiamo che con tanti anziani, in questa cultura dello scarto, si fa questa eutanasia nascosta. Ma, anche c’è l’altra. E questo è dire a Dio: “No, la fine della vita la faccio io, come io voglio”. Peccato contro Dio Creatore. Pensate bene a questo.

Dunque, il Papa ha parlato. Nel suo modo semplice, colloquiale, ma ha parlato. D’altronde –diciamocelo francamente- ciò che alcune volte desta perplessità nei discorsi di papa Francesco non è lo stile. C’è qualcuno che storce il naso, che vorrebbe un modo di parlare più solenne (considerazione, questa, che -per carità- ha un senso), ma a mio parere può andare bene così. L’importante è che certe cose arrivino e arrivino bene. Ma se non è lo stile, cosa finora ha potuto destare perplessità nelle cose dette dal Santo Padre? Alcuni “rumorosi” silenzi. Soprattutto sul versante dei cosiddetti “princìpi non negoziabili”, nonché su alcune aperture in materia ecumenica (vedi, per esempio, i vari incontri con gli evangelici).

Fa piacere che ieri papa Francesco abbia parlato chiaro. “Chiaro” ovviamente non nello stile, ma nei contenuti. E soprattutto per un’altra cosa: perché ha detto delle parole che il mondo non vuol sentirsi dire. La “chiarezza” a cui alludo, e vorrei che sia sempre costante nel magistero del Papa e dei Vescovi, è proprio quella di parlare, denunciare, senza aver paura del giudizio del mondo. La mondanizzazione è una cosa molto brutta. E’ il tradimento dell’essere Chiesa. Quando si parla di mondanizzazione, si pensa quasi automaticamente alla ricchezza, alle antiche residenze principesche dei cardinali, alla commistione della Chiesa con bassi interessi terreni. Certo è questa una mondanizzazione che può dar fastidio, ma non è la peggiore.

La mondanizzazione peggiore è quella di parlare non per convertire il mondo, ma per uniformarsi ad esso. Non c’è mondanizzazione peggiore di aver paura del giudizio del mondo.

Ed è questa la vera deriva ideologica.

  • I cristiani ideologici sono coloro che non vogliono vedere, che pensano che tutto vada bene, che addirittura arrivano a dire che due omosessuali che vivono insieme si possono aiutare reciprocamente. Ma aiutarsi dove? Ad andare insieme all’inferno? Ma il catechismo non dice che la sodomia è uno dei peccati che gridano vendetta dinanzi a Dio?
  • I cristiani ideologici sono coloro che abbassano il messaggio di Cristo ad una prospettiva immanente e sociologica pretendendo affermare che l’essenza del Cristianesimo sia un amore utopistico e non fondamentalmente salvifico, redentivo e quindi inevitabilmente finalizzato alla conquista dell’eternità.
  • I veri cristiani formalisti, scrupolosi e neo-farisei sono coloro che hanno dimenticato la centralità della Vita di Grazia, che non riescono più a capire che senza di essa non c’è vita cristiana; e lo hanno dimenticato … dimenticando (chiedo scusa del gioco di parole) che il peccato è la calamità più grave che ci possa essere sulla faccia della terra. Un solo peccato mortale è più grave di tutte le guerre che ci sono state finora nella storia.
  • I veri cristiani ideologici sono coloro che pavidamente temono le proteste dei media e delle lobbies. Che si arrampicano sugli specchi pur di non dire la verità. Che –per esempio- lasciano solo un povero parroco che ribadisce la verità di sempre della Chiesa secondo cui un peccato che è terminato nel tempo può essere assolto mentre un peccato che dura nel tempo, come la convivenza, non può essere assolto (si pensi al caso del parroco della diocesi di Novara rimproverato finanche dal suo vescovo). O coloro che arrivano a “bacchettare” una povera insegnante di Religione che dice come stanno davvero le cose in tema di omosessualità. Ecco le parole a riguardo del vescovo di Torino come le ha riportate il sito de la Repubblica: “Trovo che non sia il caso di mettere in discussione le scelte sessuali delle persone, per di più in un ambiente educativo come la scuola”.  Ovviamente –se la logica non un’optional- nelle parole del Vescovo ci sarebbe un rimprovero anche per Gesù e San Paolo, perché anche loro hanno messo in discussione, eccome se hanno messo in discussione…

I cristiani ideologici sono coloro che, in nome di una compassione politicamente … pardon: ideologicamente corretta pensano solo a chi può difendersi, solo a chi può proclamare l’importanza dei propri diritti, e non a coloro che, come i bimbi che sono nel grembo delle madri, non hanno alcuna possibilità di gridare aiuto, di farsi sentire.

Le parole di Papa Francesco, ieri, sono state chiare. Chiare nel senso che dicevamo prima: chiare nel rispetto della Verità … che è chiamata a salvare il Mondo e la Storia e non a mettersi alla loro sequela.