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LA REGIONE CALABRIA CHIAMATA RESPONSABILMENTE AD UNA SANA E CORAGGIOSA GUIDA POLITICO – AMMINISTRATIVA

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Che l’attuale clima del tutto particolare sia sotto gli occhi di tutti, questo lo avvertono un po’ tutti, chi di più, chi di meno; oppure da chi è più addentrato in politica e chi un po’ meno. Mi riferisco non al clima quasi siberiano di queste ultime ore, quanto a quello politico, per effetto della presentazione delle liste ufficiali per le elezioni regionali. Un impegno, questo, che andranno consapevolmente ad assumere amministratori comunali, consiglieri comunali ed elettori tutti che promettono di avere delle doti particolari per garantire la soluzione di centinaia di operazioni destinate alla soluzione della crisi legata ai fortissimi ritardi che l’ente Regione ha fatto nel frattempo registrare.

Se esistono dei campanelli di allarme sul fronte dei marchingegni che hanno paralizzato il futuro del Paese, effettivamente – direbbe un qualcuno – “ ci vien da piangere”. Dobbiamo andare a monte di tali inspiegabili ritardi, forse legati ai prossimi risultati che si otterranno – se si otterranno –  dalla volontà sovrana dei cittadini elettori.

La speranza in un domani migliore la si percepisce attraverso un cambio di mentalità e di tecnica politico – amministrativa, decisamente e comprensibilmente migliore, di quella che consegnammo al governo regionale del Presidente Oliverio.

I risultati ottenuti ci indicano però ritardi annessi e connessi alla incapacità con cui è andato a frantumarsi un Ente totalmente ingessato, quale la Regione Calabria, che perfino nell’elaborazione delle liste elettorali ha dimostrato di non saper manovrare o di inserirsi nei processi di gestione amministrativa e tecnica, più che sulle linee guida di cui sono titolari e responsabili i partiti politici.

Quel che interessa è che abbiamo percepito, in un siffatto clima di confusione, è il farsi spazi nell’ambito della partnership più o meno radicate in posizioni di dominio. Lo si è visto nella fase di elaborazione e di definizione delle liste elettorali; lo si vedrà nelle fasi di accordi di governo regionale; lo si vedrà, ancora, nelle scelte operate e da operare; lo si vedrà – principalmente-  da come e da chi quelle scelte dovranno incidere nelle fasi di gestione e di raccolta del “seminato”.-

Lo si vedrà anche da come gli organi di stampa si inseriranno in queste fase che non solo dovranno essere di denuncia, quanto anche di offerta di processi attuativi per il superamento di eventuali “ blocchi di gestione”.

Una stampa attenta, non svogliata, non silenziosa e comprensibilmente non “omertosa”, per come avvenuto in occasione dei ritardi avallati in alcune circostanze che – del resto – furono sempre fatte passare in primo piano proprio dai colleghi dell’informazione.

I problemi insoluti nel settore della Sanità; il deficit    nel settore della formazione professionale; i problemi della Giustizia¸ quelli dell’economia e della messa in stabilità del territorio; dei flussi immigratori e migratori, per come avremo modo di denunciare nei prossimi giorni. E chi più ne ha e più ne metta nella gestione dei ritardi  e che ora andranno a ricadere su chi s’è assunto l’impegno di guidare rettamente i problemi di crescita del Paese e, nello specifico – dalla malandata Regione Calabria.

Il coraggio lo hanno avuto, e come! Ma ora necessita sfondare la porta di accesso a tali processi, denunciando quando ci sarà bisogno della denuncia; plaudendo quando il malcostume lo si saprà spazzare via per dare tranquillità, sicurezza, voglia di vivere in questo Paese ed in questa Calabria.