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La Regione ripristini a breve il confronto sulle tante tematiche aperte del precariato.

Dichiarazioni del Segretario Generale della FeLSA CISL Calabria, Carlo Barletta
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Archiviata definitivamente la stagione estiva, è giunto il momento di riprendere il confronto sulle tante tematiche che riguardano il mondo del precariato calabrese

Tanto per iniziare risulta incomprensibile, a giudizio di chi scrive, il motivo per il quale, il tanto agognato disciplinare , o per meglio dire, Carta dei Diritti per utilizzazione dei lavoratori di cui alla legge regionale 15/2008 (un bacino di lavoratori di circa 700 unità) sebbene sottoscritto ed approvato congiuntamente dalle Organizzazioni Sindacali di categoria, dal Presidente Oliverio e dall’Assessore Regionale al Lavoro, Roccisano, nel mese di giugno u.s., sia ancora nella fase di approvazione formale. Perché? Altra questione concordata in occasione dell’ultima riunione di giugno 2017, e concernente  il summenzionato bacino di lavoratori, riguardava il mutamento del trattamento economico che, in seguito al necessario assestamento di bilancio già preventivato  per il mese di luglio a seguito di riunione del Consiglio Regionale , avrebbe equiparato il compenso loro spettante a quello degli ex lavoratori LSU/LPU il con decorrenza a partire dall’1 Settembre 2017. Ad oggi anche qui il nulla e non sembra che tale adeguamento sia all’ordine del giorno delle future assemblee.

E sempre per richiamare il mese di giugno 2017 perché già a quel tempo concordato, attendiamo, dopo l’avvio (questo bisogna dare atto effettivamente avvenuto) dei lavoratori di cui alla Legge Regionale 40/2013, il necessario step successivo: l’apertura di  una discussione di merito sulle problematiche del bacino.

Altre questioni restano ancora in fase di stand-by mancando le relative convocazioni da parte della Presidenza della Giunta sebbene le istanze siano state ritualmente notificate . È così per i lavoratori del c.d. Programma Stages che vedranno scadere il loro contratto a dicembre 2017 , ma anche per i lavoratori c.d. professionisti che anelano, è proprio il caso di dirlo, un confronto con la Presidenza per discutere delle proprie condizioni oggettive di disagio.

Dunque, tante questioni e vicende che devono essere affrontate al più presto perché sullo sfondo si “affaccia” il mostro della paura. Paura legata alla condizione soggettiva di essere lavoratori precari e pertanto legati a scadenze temporali; paura dettata soprattutto dal timore di incappare in quelli che vengono definiti come  tempi lunghi che mal si conciliano con chi deve garantire alla propria famiglia il sostentamento.

Sollecitiamo il Presidente Oliverio, a riaprire a breve una fase di inteso confronto sulle vicende del precariato calabrese. Apriamo, anche per questi lavoratori un cantiere capace di dare risposte efficaci ed attuabili?