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La ricetta di Crapis per scongiurare i titoli di coda

Il coordinatore di Sel Lamezia si chiede su che basi l'amministrazione può proseguire il cammino
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Chi scrive non esclude l’ipotesi che il mandato si possa chiudere in anticipo, a meno che non si diano alcune condizioni, riteniamo, essenziali

Giandomenico Crapis

In una nota il coordinatore cittadino di Sel, Giandomenico Crapis, fa sapere che riguardo alla prosecuzione dell’attività amministrativa se la misura non è colma, poco ci manca, perché “oggi non siamo certi che la maggioranza del 9 dicembre abbia in sé la compattezza necessaria per portare avanti con profitto un lavoro utile alla città – spiega – e chi scrive non esclude l’ipotesi che il mandato si possa chiudere in anticipo, a meno che non si diano alcune condizioni, riteniamo, essenziali”. Il fatto che “la maggioranza eletta col sindaco e 5 consiglieri di essa hanno lasciato la coalizione”, spinge Crapis a formulare questa dichiarazione d’intenti subito dopo l’annuncio del sindaco di lanciare in nel prossimo consiglio “le sue proposte ai consiglieri per valutare se proseguire o no l’attività amministrativa all’indomani dall’uscita delle motivazioni della Sezioni Riunite della Corte che hanno dato definitivamente ragione all’amministrazione, cancellando un dissesto troppo frettolosamente proclamato”.
Il riferimento dicembrino nelle parole di Crapis è chiaro, quello il mese di rilancio allorquando “il sindaco offrì le sue dimissioni in cambio di un atteggiamento costruttivo di tutti i consiglieri, anche delle opposizioni, ma la maggior parte di essi tentarono di bocciare il bilancio e con ciò di far decretare, nella sostanza, un dissesto che non c’era”, e la mano come noto gli fu tesa “da tre consiglieri dell’opposizione che scelsero di non giocare allo sfascio: Teresa e Mario Benincasa, e Francesco Grandinetti”.
Le tre condizioni perché il the end non cali inesorabile sull’esperienza Speranza, così come stilate dal coordinatore di Sel, sono:

  1. “Superare i sospetti, le ambiguità, i troppi veti incrociati tra pezzi di partito, gruppi, singoli consiglieri. Finora la maggioranza del 9 dicembre, in più di un passaggio, non ha dato l’impressione di un profilo forte e omogeneo”.
  2. “Evitare finalmente di scaricare tensioni e conflitti interni alla maggioranza sul primo cittadino; lasciando allo stesso tempo quest’ultimo libero di esercitare il suo mandato e il suo ruolo secondo le prerogative che la legge gli attribuisce”.
  3. “Che ci sia un programma credibile di cose da fare. In questo senso parlare di programmi di fine legislatura, come pure è stato fatto, darebbe la sensazione di un copione già visto, di una strada già sperimentata e fallita. Più che i programmi occorrono fatti concreti. Ad esempio sul PSC, che così com’è stato emendato alla fine dell’anno per noi non è votabile, a meno che non si torni alle ipotesi originarie del piano ed ad una attenta valutazione del territorio, cosa che ci auguriamo si concretizzi in questi giorni, dopo gli stravolgimenti dei mesi scorsi”.

Giandomenico Crapis attende risposta, e se appaiono chiari i richiami alla compattezza della maggioranza, altrettanto netto si staglia il riconoscimento di risultati importanti. Come dire, tre colpi alla botte e tre al cerchio: “il dissesto scongiurato grazie alla testardaggine del sindaco e di chi lo ha sostenuto”, è il primo plauso; “la scelta storica della sistemazione delle famiglie ROM fuori da Scordovillo”, altro risultato encomiabile, e ultimo ma non ultimo, “quei requisiti di trasparenza, onestà e moralità che hanno tenuto Speranza ben lontano dalle tante inchieste e fatti giudiziari che hanno colpito e colpiscono ogni giorno la classe politica, in Calabria e altrove”.
A conclusione della nota stampa, Crapis esprime la più viva speranza che sussista la possibilità di un fine mandato in pompa magna, supportato da lavori importanti come “il bel lungomare, piazza Mazzini, la ristrutturazione del Teatro Grandinetti, e le altre opere in corso”, altrimenti, è la rassegnata chiosa, “sarebbe saggio prendere politicamente atto delle difficoltà ed evitare forzature”.