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La Uil vuole un confronto con il Governo per risollevare le sorti della Calabria

All'indomani del mancato confronto in cabina di regia sulla questione Calabria
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All’indomani dell’ennesimo rinvio governativo, per risolvere o quanto meno affrontare i problemi endemici di una sacca di precariato mai sconfitto in Calabria, ma spesso utilizzato come metodo per gestire ed andare avanti, il sindacato Uil calabrese e Uil Temp precisa una serie di questioni. La Uil vuole mettere nero su bianco le sue proposte, per risollevare le sorti di questa regione umiliata ed abbandonata dalla politica. Ecco il comunicato firmato da Sandro Biondo segretario regionale della Uil Calabria e da Benito Petrassi della Uil Temp.

In seguito al mancato confronto con la Presidenza del Consiglio dei ministri in sede di cabina di regia, i sindacati regionali sono pronti ad alzare il livello dello scontro cisl uil cgilcon la politica nazionale, rea di essere disattenta ai numerosi focolai di crisi presenti in Calabria, colpevole di non avere studiato una politica strutturale per il rilancio economico ed occupazionale del territorio, ma di inseguire rimedi emergenziali e di attivarsi solo davanti a ricadute di ordine pubblico.

La Uil e UilTemp Calabria sono pronti a dare corso a nuove manifestazioni di protesta per richiamare sulla Calabria, una terra dimenticata dalle istituzioni e dalla politica, l’attenzione di Matteo Renzi e della sua squadra di governo. Non lo faremo per puro spirito movimentarista, non ne abbiamo bisogno noi come sindacati e non è utile per la realizzazione delle aspettative di migliaia di cittadini calabresi che soffrono per arrivare a fine mese.

Ma non possiamo restare fermi davanti all’immobilismo di un Governo che fa finta di niente davanti alle difficoltà dei lavoratori precari, alla sofferenza di coloro che sono precettori di ammortizzatori in deroga.Non possiamo più fare finta di niente davanti ad un Presidente del consiglio che non fa quello che dice, che non vuole risolvere concretamente i problemi dei lavoratori calabresi, che sta accentuando il gap strutturale dell’estremo lembo della Penisola.

Vogliamo farci ascoltare, siamo pronti al confronto. Vogliamo sederci allo stesso tavolo per mettere nero su bianco le nostre proposte per risollevare le sorti di questa regione umiliata, abbandonata dalla politica, lasciata nel limbo da un Governo centrale che, al netto delle visite in Prefettura, ancora oggi non ha portato al primo posto della propria agenda la Calabria ed i suoi atavici ritardi e non ha messo a segno un punto vincente contro la crisi e la disoccupazione.