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La vendemmia: un trainante fattore sociale in avanzata fase di perdite di memoria.

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In una conversazione privata tra alcuni amici, s’è unanimemente convenuto su quanto siano stati veloci questi ultimi venti anni nel passare della storia. Molte cose sono state già dimenticate e, al loro posto, se ne sono inserite di nuove.

E’ stato come un tsunami sociale attraverso un cambiamento radicale di vita, nel cui spaccato le persone anziane è come se non avessero avuto più a disposizione lo spazio  necessario per raccattare le memorie, nel tentativo di spiegarle poi agli altri, alle giovani generazioni che , comunque, sono già rimaste vedove all’improvviso.

Tanto per citare qualche esempio e muovendoci nel campo del sociale o, meglio, delle tradizioni: quante persone ricordano ancora il tempo e le usanze della vendemmia, quando le ubertose campagne del circondario lametino si trasformavano in vere e proprie giornate di festa, pur tra le difficoltà che complica in modo speciale il mondo dell’agricoltura.

Intere carovane di mezzi trainati da buoi e silenziosi servizi forzati a cui dovevano sottostare i malcapitati asinelli, carichi di ceste traboccanti di  profumati e gravidi acini, con destinazioni Cantina Sociale o anche nei magazzini delle case.

Il tutto diventa un pezzo di storia locale che è stato già da anni messi in archivi impolverati e dimenticati. Non si ascoltano più i canti popolari che i contadini – e le allegre “ pacchiane”, intonavano con incredibile, perfetta sintonia.  Ed il profumo del mosto che si portava alle varie fasi di lavorazione, dopo essere stati spremuti da piedi scalzi e segnati dalle fatiche.

La vendemmia era anche come il polso silenzioso sull’economia familiare, interpretata sulla falsariga  di una politica sempre più soggetta alle regole del globalismo totalizzante.

Da un punto di vista prettamente sociale, la vendemmia era in pratica anche il periodo degli innamoramenti facili.

Il rimanere per giornate intere sotto il sole cocente e nell’atmosfera campagnola determinava uno stato di reciproche attenzioni e di tacite assunzioni di impegni di fedeltà assoluta.

Nel giro precipitoso degli ultimi due decenni, quindi, la tradizione socio – economica della vendemmia è sparita del tutto, lasciando il fascino dei ricordi, frammisti a gocce di pianto attraversanti la pelle rugosa di visi bruciati dal sole e dal vento.

I sempre più sofisticati macchinari dell’oggi globalizzato hanno cancellato la dimensione umana, ed anche “ spirituale”, della vendemmia.