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La vita politica a Lamezia diventa un dramma. La paura dopo quanto ha deciso l’Avvocatura di Stato.

Ma chi sono, in concreto, i “ manovratori del marciume” ?
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La vita politica a Lamezia diventa un dramma. La paura dopo quanto ha deciso l’Avvocatura di Stato.

La notizia battuta dalle agenzie di stampa nel primo pomeriggio di ieri, e subito fatta circolare a mezzo socials e carta stampata, è in effetti una di quelle che suscita comprensibili preoccupazioni, allarme, paura e tanta, ma tanta rabbia.

Il Consiglio di Stato, rispondendo alla sentenza emessa dal Tar del Lazio che riabilitava Sindaco, Giunta e Consiglio comunale alle loro funzioni, ha ieri  fatto marcia indietro, accogliendo la sospensiva presentata dall’Avvocatura di Stato che riporta valida tutta l’impalcatura accusatoria e, quindi, decretando il ritorno della Terna Commissariale, almeno fino a quando non si chiuderà definitivamente il caso nell’apposita delibera, prevista per il prossimo  mese di aprile.

A questo punto , le “ reazioni a catena” suscitate in città e nell’intera Regione sono state tante e diversificate, ad iniziare da quelle sottoscritte dal Sindaco nuovamente “uscente”, avvocato Paolo Mascaro, secondo cui “ l’appello non contesta, però, la legittimità di un solo atto amministrativo. Difenderemo Lamezia in ogni sede e mai ci arrenderemo ad abusi, soprusi ed ingiustizie a danno della nostra Comunità, qualunque sia il prezzo che dovremo in ipotesi pagare. Viva Lamezia, difendiamo Lamezia”. 

Non un commento, però, è stato registrato nella maggior parte del mondo politico che vive da vicino, e da parte interessata, il travagliato andazzo della politica locale; molti, però, da quelle persone che provengono dalla stessa società, con una varietà di iniziative da intraprendere ad iniziare dai prossimi giorni. C’è chi, ad esempio, propone una manifestazione di forte protesta popolare, con saracinesche abbassate di esercizi pubblici e  con sfilata pubblica per ribadire il pieno NO alla mafia ed a qualsiasi forma di illegalità.

Da qualche altra parte si parla di una perdita preoccupante di valori socio – politici e con azzeramento    del meccanismo della democrazia, essendo negati i diritti che spettano ai cittadini – elettori: praticamente quelli dell’uso del voto e dalla risposta che di tale uso si deve aver prova provata.

In vetta a tutte la variegate prese di posizioni, sembra emergere  una inquietudine provocata dal ritorno del fermo politico – amministrativo, così come avvertito durante la gestione commissariale, quando tutto s’è fermato a danno dei cittadini, ora vessati da ristrettezze economiche e finanziarie, con nuove tasse per un recupero di danari che non sono più sopportabili dalle svuotate tasche dei contribuenti, così come dichiarato anche dai commissari prefettizi.

Ed il clima politico e sociale è allertato proprio da tale stato di fatto, essendosi abbassata, e di molto,  la credibilità delle Istituzioni che minano “ ulteriormente le condizioni di vita della collettività locale già compromesse dalla radicata presenza della ‘ndrangheta su quel territorio”.  

Nel giorno festivo di oggi i commenti non sono stati maggiormente di taglio politico o sui ruoli e poteri della mafia all’interno della macchina comunale. Tutti ammettono l’esistenza di influenze ndraghettistiche che sarebbero causa ed effetto di tutto il marcio che c’è intorno alla gestione della vita pubblica, e dintorni. Moltissimi sono stati coloro che si sono stretti attorno alla figura ed alla indiscussa serietà e preparazione del Sindaco avvocato Mascaro. Qualcuno ha riletto quanto l’Avvocatura di Stato ha reso di dominio pubblico. Tutti si sono posti la domanda: ma di quali capi d’accusa sarebbe accusato il Sindaco e la sua Giunta ? Nulla, ma proprio nulla, replica drasticamente l’avvocato Mascaro. Ed allora chi regge le fila per affossare una Lamezia che ha vissuto da sempre sul clima avvelenato, incerto, dentro i rischi di una perdita di democrazia.

“ Fa bene chi scappa da questa “dannata” Città, si ripete qui a ritmo incalzante.

Insomma, qui a Lamezia la gente non ne può più e si spera che questi “traghettatori”  di marciume politico – amministrativo vengano fuori, e subito.

Questa mattina ho incontrato ed abbracciato il Sindaco Mascaro al limite delle sue forze fisiche, anche perché ha annunciato di aver iniziato uno sciopero della fame contro tale sistema giudiziario, i cui protagonisti sono gli  intrusi con la mafia; contro chi è , o chi sono, i manovratori; contro un Sindaco eletto con l’obiettivo di combattere tale sistema di dominio di poteri, che poi è il ruolo preferito dai componenti malavitosi.

  • pincopallino

    Vorrei sapere se qualcuno pensa che lo scioglimento, il ricorso dell’Avvocatura dello Stato e il provvedimento del CdS abbiano cause precise e chiare e del tutto coerenti. Certo, non tutti sono “cultori del diritto” o geni ma nemmeno sono tutti scemi. Così come non occorre essere menti eccelse per leggere e capire “Nell’accertamento dell’infiltrazione mafiosa di un Comune, con il provvedimento di scioglimento del Consiglio Comunale, la valutazione dell’Amministrazione, nella sua ampia discrezionalità, è totalmente distinta da quella che deve effettuare il giudice penale…” La legittimità o illegittimità degli atti amministrativi non è di per sé elemento sintomatico di infiltrazioni mafiose o meno…. Il processo amministrativo non può essere assimilato al processo penale. Un comune si scioglie per cause diverse rispetto a quelle che portano alla condanna di un imputato….

  • Buongiorno stimato Direttore , gia’, …. chi sono ???