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Ladri, furfanti, mattacchioni e fessacchiotti?

Da che parte va la “società liquida"
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In qualsiasi tipologia di società, così come in qualsiasi tempo, sono esistite alcune chiacchierate categorie di persone che, per fortuna, sono in minoranza rispetto alla generalità: i ladri, i furfanti, i mattacchioni ed i “fessacchiotti”.
Evidenziando che il riferimento a cose ed a persone è puramente casuale, secondo il vocabolario della lingua italiana, anche nelle forme più sintetiche possibili, abbiamo queste definizioni: il  ladro è colui che ruba; il furfante è il malfattore; il mattacchione è il buontempone e, infine, i “fessacchiotti” sono le persone stupide, quelle che comunemente definiamo “imbecilli”.

Qualcuno tra la mia cerchia di amici, in questo modo ha inteso catalogare coloro che, per illegali arricchimenti, vengono poi presi con le mani nel sacco e – nella statistica più elementare – sono coloro che non si limitano ai piccoli ricavati come frutto della loro operazione, o delle loro operazioni ma coloro che si “sganasciano”, che sgangherano con le ruberie e con le loro stesse vittime ed in ciò determinano una netta differenza sulla entità del reato commesso. Una volta si andava in galera per una busta della spesa sottratta alla povera casalinga di turno, oggi non è così e tutti abbiamo sotto ai nostri occhi le vicende del caso. Su quest’ultima considerazione, è giusto aprire un distinguo molto serio. È il caso di non giudicare fatti e persone intricati prima della conclusione di dovute indagini. Si esagera spesso. Il male che si determina è più forte del male presunto.

Premesso tanto, ritorniamo al nostro punto di partenza per far nostri i rimbrotti provenienti dalla categoria di persone che la moderna “società liquida” (così la definiva il sociologo Bauman) ha inteso mettere da parte le persone anziane, che sono parte di quella saggezza popolare da ripristinare se vogliamo introdurre una necessaria equità sociale. Il malaffare, sostengono, è fortemente radicato nei loschi affari, determinato dalla sottrazione di soldi prevalentemente dalla tasca dei cittadini bisognosi. Si “mangia” di tutto e si “mangia” dappertutto: al Nord come al Sud, ad Est come ad Ovest.

Da qualche settimana, i settentrionali sono convinti che da loro sia spuntata una “questione settentrionale”. Ma come? Da noi non c’era e non c’è quella meridionale che ha fatto scrivere corpose pagine di storia e di economia?
No, così non va? Pensate a quali contraccolpi potrebbe avere il pensiero sociale maturato negli anni e nei secoli passati se venisse soppiantata una irrisolta “questione meridionale”! Come si comporterebbero quei politici del Sud che l’hanno inserita nei loro tatticismi politici per poter drenare a loro favore “camionate” di soldi che sarebbero invece serviti proprio alla “solutio” della “questione meridionale”?

I conti, evidentemente, non tornano più, tanto che molti di quei politici sono stati trovati a render conto su quanto la Magistratura sta indagando, o finito di indagare.
Ecco perché sono in tanti coloro che invitano a non “farsene una meraviglia” angosciante o, meglio, angosciosa. Questi “approfittatori” sono sempre esistiti, da che mondo è mondo e, meno male, non costituiscono ancora la maggioranza dei cittadini! Oggi fa tanta tristezza sentire che alcune persone vengono ancora etichettature con le definizioni di:

  • Ladri, perché sempre ladri sono;
  • Furfanti, perché sono sempre dei malfattori;
  • Mattacchioni, perché credevano di essere poi considerati come dei buontemponi;
  • Fessacchiotti, perché, in fondo in fondo, sono anche stupidi, se non proprio imbecilli, in quanto ritenevano di farla franca.

Però, non facciamo di tutta l’erba un fascio e aspettiamo che a giudicare loro, sia prima chi è di competenza. Non emettiamo sentenze individuali che poi potrebbero rivelarsi prive di ogni fondamento. Anche questo sarebbe da condannare!