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L’agricoltura della piana del Golfo di Sant’Eufemia Lamezia abbandonata al suo declino

si può arrestare questo processo ?
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Innocenza Giannuzzi esponete del PD  sezione  Primerano ,denuncia lo stato di totale abbandono in cui si trova uno dei comparti più importanti dell‘ economia di Lamezia Terme.

Il paesaggio naturale dell ‘area di Sant’Eufemia ,da sempre modello delle attività agricole, sito sulla statale 18 che va dall ‘aeroporto all’uscita di Pizzo, in cui sussiste un agricoltura di eccellenza, che sempre di più cerca di tenere il passo coi tempi, sfruttando la multifunzionalità che l’agricoltura offre, riuscendo a crearsi opportunità  nuove e propositive a lungo termine ,ove la coesistenza col turismo nasce spontanea  è in uno totale stato di abbandono da parte dell’ amministrazione comunale e delle istituzione.

L’agricoltura si fonda in toto con il turismo ,generando l ‘agri-turismo, la stessa  si fà promotrice dello sviluppo del territorio, valorizzandone  le produzioni territoriali in un contesto culturale, ambientale, storico e sociale.

Gli imprenditori agricoli allargano i loro ambiti offrendo recettività, punti vendita diretti all’interno delle proprie aziende, in questo la politica del KM zero.

Sempre nella stessa area spiccano le organizzazioni di produttori, presenza reale, concreta e attiva, che grazie alla forte vocazione del territorio unita alla sapiente gestione degli imprenditori porta sul palcoscenico dei mercati italiani ed europei, Igp clementine di Calabria, Fragola Camarosa Dop di Lamezia, Cipolla Igp ed altri innumerevoli prodotti.

Giannuzzi Innocenza

Altra eccellenza dell’ area è il florivivaismo, il  vivaismoo e il settore zootecnico.

Ma tutto questa profusione e passione che gli imprenditori agricoli sprigionano viene offuscata dalla presenza costante e in continua espansione della prostituzione che sulla ss18 dilaga a vista d’occhio.

I profumi misti a colori della natura che essa ci dona, dal taglio d’erba fresca alle zagare in fiore sono oscurati dagli odori “Nauseabondi” emessi dalle fabbriche dell’area industriale.

Il colore della natura viene oscurato dal grigio dell’industria e dai non profumi che essa giornalmente emette, rendendo l’area irrespirabile a tutti gli essere viventi! Gli imprenditori del settore ritengono che ci debba essere una giusta coesistenza, le industria devono rispettare la vocazione agro-alimentare e agro-turistica del territorio che la ospita. Pensiamo che i turisti percorrendo la statale 18 rimangano sbigottiti da ciò che vedono e da ciò che respirano!

Chiediamo al comune di tutelare il suo territorio, le sue aziende e i suoi cittadini e di porre fine a questo scempio, che con ciò che è naturale e bello è in netto contrasto.

cosi di conoscere la programmazione in corso, per la tutela del DOC Lamezia, Dop Lametia, ecc ecc……