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Lamezia, una città alla deriva

Se è necessario che il sindaco Mascaro si dimetta per salvare la città, lo faccia ed anche in fretta per non rendere vana questa possibilità
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La reazione della città ad un terzo scioglimento, è un rifiuto netto a questa evenienza, e quindi ben vengano gli inviti all’unità ad abbassare i toni, a non favorire chi vorrebbe che la nostra città sparisse dalla geografia regionale.
Certamente la tentazione è forte per i cosentini ed i catanzaresi, di mettere all’angolo per la terza volta Lamezia, molte scelte di enorme valore economico bisognerà fare nei prossimi mesi ed è meglio avere un Commissario che un Consiglio comunale a Lamezia, tutto sarebbe più semplice per chi vuole gestire i miliardi di euro disponibili in Calabria come fondi europei, senza avere l’intoppo di una città dove tutto sarebbe opportuno fare e nulla si fa.
Basta ricordare i 750 M€ sottoscritto tra Speranza e Loiero, di fondi comunitari per fare il Porto Turistico, La Metropolitana di Superficie, l’ampliamento dell’Aerostazione, Il Centro Intermodale, il Palazzetto dello Sport, le Terme. Di tutto questo è rimasto il Palazzetto dello Sport, solo 10 Me su 750 Me per fare un Palazzetto che non aggiungerà nulla all’economia della città, anzi sarà una spesa insostenibile.
Se il problema di Lamezia fosse la mafia, la nostra città sarebbe uguale a tutte le realtà urbane della Calabria, il vero dramma di questo territorio è che gli interessi economici, quelli veri sono spostati su Catanzaro e Cosenza; la realtà Reggina ha sempre avuto il suo.
Basta pensare a come hanno ridotto la sanità in città, a tutto quello che le è stato tolto in questi ultimi vent’anni, la nostra città era l’unica realtà che cresceva in regione come popolazione, indicatore di benessere sociale, e sono ormai molti anni che sta regredendo.
Il primo scioglimento fu dovuto ad una impennata di opere pubbliche finanziate ed alcune iniziate, Parco Difesa e Mitoio, il rifacimento di tutto il Centro Storico, il Porto Turistico, i rifacimento di tutti i servi, tutte le urbanizzazioni della 167, e tanto altro, troppo. Se la città cresceva con quella velocità sarebbe diventata un pericolo, ed ecco il primo scioglimento, tutto quello che era possibile cancellare fu cancellato e così perdemmo i 30 Milioni di lire per il Porto.
E’ evidente che per chi conosce i fatti sa, che alcuni politici lametini per qualche poltrona, per una visibilità inutile hanno venduto la città al nemico, ma ora è arrivato il momento di dire basta.
Il nostro Sindaco deve mostrare il suo amore per la città e fare tutto per difenderla, deve evitare di seguire le orme che altri hanno già calcato, e far nascere l’uomo nuovo.
Tutto questo passa attraverso una critica severa più che del proprio operato di molte scelte sbagliate che non hanno aggiunto nulla alla sua voglia di fare.
Se è necessario che si dimetta per salvare la città lo faccia ed anche in fretta per non rendere vana questa possibilità.
Non deve temere per il suo futuro politico, perché chi semina raccoglie, chi gli ha dato la sua vicinanza per quanto ha dichiarato in campagna elettorale adesso gliela darà perché lo ha visto all’opera, diventando così più forte.
Si potrebbe votare a settembre e questi due anni trascorsi consegneranno al prossimo Sindaco una città con meno problemi di due anni fa.