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“ Lamezia Città sofferente? Di quale malattia soffre? Quale terapia amministrativa per curarla?

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“ Lamezia Città sofferente? Di quale malattia soffre? Quale terapia amministrativa per curarla?

Aveva ben ragione di asserire Monsignor Luigi Cantafora, vescovo emerito della Diocesi di Lamezia Terme, che questa città che abitiamo sia una “ città sofferente”. Nemmeno scopriva chissà quale grossa miniera contenitrice di preziosi tesori; ricordando anche come un altro nostro vescovo emerito, Mons. Vincenzo Rimedio, tuttora grazie a Dio vivente, dedicava suoi frequenti spunti ed inviti pressanti affinché finalmente fosse trovato il classico bandolo della matassa.

Conclusione del pensiero: le sofferenze di Lamezia, ovvero i suoi tempi di difficoltà, sono sempre stati presenti e sono stati l’insieme di tutti i mali che ci trasportiamo ancora dietro e che, purtroppo, lo dovranno fare le nostre giovane generazioni.

Ma un qualcuno tra di voi obietterà: ”ma come mai la città ed il suo vasto comprensorio – seppure a stento –   siano cresciuti, tanto da dover richiedere un netto e generale cambio di passo e di mentalità?

Ed allora, pur senza addentrarci in chissà quale dotta elucubrazione di saperi, cosa ci si dovrebbe “inventare” per non far apparire come impossibili le risposte che si attende non solo l’ex parlamentare Costantino Fittante, ma la stragrande maggioranza delle persone, abitanti o no di questa terra stupenda baciata veramente dal sole.

Una riflessione a 360 gradi che forse sentiremo strombazzare nelle prossime e varie campagne elettorali, quelle del prossimo 10 novembre che ci inviteranno a scegliere non solo le persone da mettere al posto giusto, ma maggiormente i programmi al loro posto giusto: “ quali malattie hanno aumentato le sofferenze di Lamezia? E soprattutto quali terapie amministrative per curarle?

Evidenze di fatto è che, purtroppo, le malattie ci sono,  e sono tante e tutte tumorali; ma non si sono ancora trovati i medici veri e gli specialisti veri per essere                                 gradualmente sanate. Così come, piuttosto, non s’è in grado di applicare una giusta terapia amministrativa. Tradotto: sono evidentemente mancati i protagonisti o, meglio, sono mancate le menti pensanti e soprattutto fluidamente operanti, sapendo che bisogna affrontare i mali uno alla volta, impegnandosi ad aumentare i controlli per tenere la mafia fuori dai palazzi  di potere.

 In assenza di ciò che non s’è fatto, lasciando che i mancati protagonisti della politica e della res pubblica operassero tranquillamente, nel mentre i “controllori del controllo” – prendevano le redini del comando nel nome di una democrazia rubata. Ecco, non solo una città sofferente, quanto anche una democrazia sofferente., A questo bivio delle contraddizioni, Lamezia è come si sia lasciata morire. E’ il gioco di chi non ha più speranza alcuna. Il gioco della indifferenza e, purtroppo, dei malumori e degli odi.

Con la sua lodevole iniziativa, Fittante ci dà una mano nel tirare a galla altre mancanze operate e vissute, con un punto interrogativo aggiuntivo su cui riflettere: ma dove sono andati a finire i partiti ed i loro soci?  Cosa s’è fatto durante tutta questa “ vacatio tempus” per non arrivare preparati alla scadenza di un periodo in cui siamo stati impediti nel proporre, nell’inventariare, nel costruire ponti per colmare i vuoti e le distanze? Nulla di nulla. Soltanto il rimpallo di responsabilità in un diffuso “ j’accuse” sotto la “benedizione” di una terna commissariale che, del resto, ha applicato- nella severità e nella trasparenza- le giuste norme, ma soltanto quelle più semplici, mentre a Lamezia serve uno scatto di intelligenza e di operatività.

Siamo chiamati allora a vivere, da subito, una intensa ed onesta campagna elettorale, facendo mea culpa sulle responsabilità del passato, evitando le “repetitia (non) iuvant” e magari costruendo seriamente e responsabilmente un “governo” locale di risanamento generale sotto la regia di un fedele “super partes, come potrebbe essere ( tanto per tirar fuori un nome) un Gratteri, oppure   un “Pippo” Schillaci, vescovo finalmente del popolo  e posto in un luogo difficile ma non impossibile, nel segno di un tratto evangelico ( che è anche il suo motto episcopale) “servire e non essere servito”.

Noi di “Lamezia Live” saremo collaborativi e vigilanti, nella certezza che solo una buona e libera stampa possa essere da stimolo a fare bene, a fare subito, a fare vigilante collaborazione.


Annotazioni di servizio:

Il Centro Riforme, Democrazia e Diritti, di cui è Presidente l’ex parlamentare On. Costantino Fittante, propone un incontro  pubblico presso il Chiostro Caffè Letterario al San Domenico sul tema di grossa attualità ed importanza :” Il Vescovo emerito Monsignor Luigi Cantafora, in un messaggio alla Città in occasione della Fiera di S. Antonio, ha affermato che

Lamezia è una Città sofferente. Ma di quali malattie soffre? E quale terapia amministrativa per curarla?”

Introduce lo stesso onorevole Fittante, con la partecipazione di:

Salvatore D’Elia, Carmela Dromì, Daniela Grandinetti, Mario Magno, Giuseppe Moraca, Giancarlo Nicotera, Giuseppe Panarello, Vittorio Paola, Rosario Piccione.

Martedì 10 settembre, ore 18,30-

 

  • Mi vien da dire…. senti da quale pulpito!!!

  • Dalle solite persone che si presentano quando si vota poi vanno la e fanno bla bla bla

  • Bisogna liberarla da tutta questa gente che fino ad oggi ha cercato solo e ripeto solo il modo di fruttarla …. xro come d’altronde tutto arriva ad una fine, anche lamezia purtroppo nn c’è la fa più … sta soffrendo ,ha bisogno di essere aiutata, ripresa , quindi dovremmo cercate tutti di portarle rispetto e chi vuole veramente mettersi in gioco e gestirla deve farlo con serietà e sincerità … senza pensare a come fottere nelle situazioni di comodo ! Xche se lamezia sale salgono tutti se lamezia muore muoiono tutti …. questa mentalità del fottere va eliminata xche purtroppo lamezia si trova in queste condizioni solo ed esclusivamente x questo …

  • Liberarla dai parassiti vitaliziati che per Lamezia hanno fatto (e continuano a farlo impudentemente) solo parole

  • Lamezia Terme si trovava in queste condizioni grazie a tutti i politici di buona volontà a farla morire, ma un po non vi vergognate e pure in questa città ci abitate con le vostre famiglie con gli amici parenti i vostri figli che futuro si lascia a loro, in vece di fare Lamezia una città bella moderna accogliente guardatevi attorno come ridotta basta farsi un giro in tutta la città per vedere come è ridotta!