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LAMEZIA DA CONOSCERE E DA AMARE

LAMEZIA ARCHEOLOGICA - SITI E SCAVI ARCHEOLOGICI
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LAMEZIA DA CONOSCERE E DA AMARE

CAPITOLO 3° –  L’ABBAZIA DEI SANTI 40 MARTIRI

Situati proprio all’interno dello stabilimento termale di Caronte, sono i ruderi che testimoniano la presenza del culto, molto sviluppato presso i nicastresi ed i calabresi, verso i Santi Quaranta Martiri; culto che originariamente diede sfogo alla presenza di un monastero di origine bizantina , individuato da alcuni studiosi sulla fiancata orientale del monte S.Elia-Mitoio.

I ruderi in questione dimostrano quindi chiaramente come i fedeli del tempo, impressionati da alcuni eventi prodigiosi legati direttamente ai quaranta martiri sgozzati proprio nelle “acque calde” del fiume Bagni (quello che costeggia Caronte), eressero una chiesetta proprio dirimpettaia al vecchio monastero : chiesa che è , appunto, l’Abbazia dei Santi Quaranta Martiri. Almeno da quel poco che è rimasto (e che dovrebbe essere salvaguardato nei modi dovuti) , si ha conferma a pieno titolo di questa storica e singolare presenza.

Entrando nello stabilimento termale, dirigendo i propri passi sul settore sinistro andando verso nord, al termine di una breve salita, ci si trova di fronte ai ruderi dell’Abbazia, il cui ingresso è stato opportunamente sbarrato con una temporanea costruzione in mattoni allo scopo di custodire la parte interna e ciò che di poco ,ma di significativo, vi è rimasto. Per visionare l’interno, non essendoci quindi accessi naturali, bisogna ancora salire di qualche metro nei pressi degli stessi ruderi e fissare quindi lo sguardo verso il basso in direzione dei resti dell’Abbazia, essendo la stessa sprovvista di copertura.

Un po’ di storia : fondata dai Basiliani, fu distrutta nel IX Secolo dai Saraceni, in occasione della loro barbara incursione all’interno del monastero, dove sgozzarono i religiosi e spazzarono via la maggior parte dei segni di presenza di questo culto , ivi compresa la statua della Madonna che gli stessi religiosi avevano scolpito sulla stessa roccia. La statua, una volta staccata dal suo sito naturale, fu gettata dagli stessi Saraceni nelle profondità del fiume sottostante, il Bagni, le cui acque sono particolarmente vivaci nei mesi invernali e che, qualche secolo più tardi, riportarono alla luce la statua , rinvenuta dai contadini del luogo che, ben conoscendo la stessa leggenda dei Santi Quaranta Martiri, gridarono al miracolo, portando la statua in trionfo prima che potesse essere custodita proprio nell’Abbazia stessa.

Da qui la ripresa del culto e della venerazione ai 40 Martiri : un susseguirsi di pellegrinaggi e di preghiere ed un verificarsi di diverse guarigioni e miracoli.

Ma è altrettanto appassionante la storia di questi martiri, 40 soldati che- alla guida del loro comandante Nicanore – a seguito della persecuzione dei cristiani presumibilmente avvenuta nella prima epoca romana- erano stati incaricati di gettare a mare una nobile signora romana dal nome Dominata, assieme ai suoi tre figli Senatore, Viatore e Cassiodoro, nonché al servo Fiorenzo, rei di aver professato e propagandato la fede cristiana.

Durante il tragitto, il mare si voltò in tempesta e ciò permise ai quattro prigionieri destinati a finire in mare di convertire i 40 soldati e ,tutti insieme scampati alla morte per evidente miracolo- sbarcarono a Lipari e da qui in Calabria, proprio lungo le coste del lametino, ove decisero di dirigersi verso il monte “Brixio”, vicino alla “acquae calidae” , la sorgente di Caronte Anche qui diffusero la fede cristiana con grande intensità e fecondità, prima di essere raggiunti sul posto dal loro ex capitano Nicanore ; furono ,quindi, decapitati dapprima Senatore, Viatore, Cassiodoro e Dominata; successivamente la sorte toccò ai 40 loro seguaci, ma di morte violenta perirono anche gli uccisori a seguito di un prodigio divino, per il quale si gridò al miracolo.

Tutta qui la vicenda dei Santi 40 Martiri, che sfociò nella sicura edificazione del Monastero , di cui non si ha sicura traccia, se non qualche frammento di mura di incerta collocazione.

(La foto pubblicata è da fonte “Sambiase.com )