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Lamezia, dove vai ?

Le dimissioni di consiglieri, di assessori, gli interrogativi pesanti come un macigno.
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Alla luce delle ultime segnalazioni provenienti dall’angolo di una annunciata ma non dichiarata crisi politico – amministrativa al Comune di Lamezia Terme potrebbe risultare come un enorme macigno la decisione del consigliere comunale Marialucia Raso riguardante la sua dimissione da tale incarico.

Ha dichiarato, infatti, la consigliera comunale di “Lamezia Unita”, lista che appoggia l’attuale maggioranza amministrativa: “ Fare il consigliere comunale nella mia  città era per  me un motivo di orgoglio”; una realtà spezzata per via di una inchiesta giudiziaria, denominata “ operazione Crisalide”, coordinata  dalla Dda di Catanzaro e condotta dai carabinieri contro la Cosca Cerra – Torcasio – Gualtieri, nel cui riferimento la Raso entra come fidanzata di Alessandro Gualtieri. Da qui, l’ormai ex consigliere comunale dice di “ aver trovato inappropriato, fuori luogo e indecente il modo in cui la mia persona e la mia immagine sono state trattate”. Di certo, poi afferma, “ho la piena coscienza di aver agito sempre nella massima correttezza e legalità. Ma purtroppo a volte la sostanza deve lasciar posto all’apparenza, ai gesti di facciata”.

Questa, in estrema sintesi, è la posizione riguardante un consigliere comunale che oggi non è più nelle sue funzioni, uscendo da un consiglio comunale che è comunque profondamente lacerato ed è oggetto di attenzioni politiche per via di ciò che potrebbe essere e non è, il tutto per la forte determinazione assunta dal Sindaco avvocato Paolo Mascaro nel voler andare comunque avanti.

Certo, il tutto che è davanti ai suoi passi è come il voler proseguire il cammino su un terreno saputo cosparso di tante mine: oltre alle dimissioni della consigliera Marialucia Raso, ci sono le scabrose posizioni che riguardano  rappresentanti dell’assemblea cittadina: l’ex vice presidente del Consiglio, Giuseppe Paladino; l’ex consigliere di opposizione Pasqualino Ruberto; le incerte posizioni del presidente del Consiglio comunale,  Francesco De Sarro, e dell’assessore alla Cultura, Graziella Astorino: il primo ( De Sarro) in quanto il suo papà Luigi deve rispondere in processo all’accusa di compravendita dei voti per il figlio; la seconda in quanto  sorella di Angelina Astorino, responsabile del Centro per l’Impiego di Lamezia Terme, che è indagata con l’accusa di abuso d’ufficio e corruzione, nello scandalo sulla gestione dell’aeroporto di Lamezia Terme; altro bubbone, questo, che sarebbe imminente e che andrebbe ad aprire altri innesti di preoccupazione e, diciamolo anche, di piena crisi.

Ad assicurare sul futuro della attuale maggioranza e della stessa sorte di Lamezia Terme, il Sindaco dimostra la sua ferma determinazione ad andare avanti – nonostante tutto e nonostante tutti –  proprio per dare fiato alle trombe, “ in una città che oggi sembra essere marchiata quale città che dalla mafia non riuscirà mai a sollevarsi”. Ed aggiunge: “

Abbiamo adesso la responsabilità di non abbassare la guardia e di non chiudere gli occhi. Questa è un’aula sempre rimasta aperta a qualsiasi confronto o dialogo. La mafia ha sette vite e sa nascondersi, può essere indirettamente al fianco di persone, anche istituzionalmente importanti,  senza che se ne accorgano”.