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Lamezia, il vescovo apre la porta in ospedale

E chiede di aprire le porte del cuore
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“Vivere l’anno della misericordia in ospedale è un’occasione potentissima, una grazia straordinaria di cambiamento. Accogliamola. Apriamo non solo le porte cantafora lamezia porta santa ospedale (1)dell’ospedale ma le porte del cuore per verificarci davanti alla Parola di Dio.” E’ stato il monito del Vescovo Luigi Cantafora che questa mattina ha aperto la Porta Santa dell’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, rispondendo così all’appello di Papa Francesco che ha chiesto di aprire Porte della Misericordia in occasione del Giubileo straordinario nei luoghi dove si tocca con mano la povertà e la fragilità umana e si ha occasione di testimoniare la misericordia verso i fratelli.

L’ospedale, luogo della sofferenza della solitudine, può diventare un “santuario” dove toccare con mano l’Amore di Dio e sperimentare il servizio caritatevole ai fratelli. E’ questo il pensiero che Cantafora ha indirizzato  ai malati presenti alla celebrazione di questa mattina, insieme al personale medico e paramedico del nosocomio lametino e al commissario dell’Asp di Catanzaro Giuseppe Perri.

“Vorrei rivolgermi sia a coloro che hanno bisogno di cure, gli ammalati, sia coloro che le offrono e che lavorano per loro: il personale medico e paramedico. Tutti abbiamo bisogno di misericordia, di gesti di amore profondo”, ha ammonito ancora il Vescovo esortando a “ lasciarsi afferrare da un Dio che vuole abbracciarci come un amato fa con l’amata, che vuole che noi ritorniamo a Lui con affetto e con grande desiderio, un Dio che ci visita, ci viene incontro e ci sostiene.

Come è possibile parlare di gioia in ospedale? Non è fuori luogo usare questi termini ospedale cantafora porta santa ospedale (9)quando c’è un dolore? – ha proseguito ancora il Presule – il Signore ci dice proprio questo: è possibile avere gioia anche se si soffre, soprattutto quando sentiamo di non essere soli, quando sentiamo che qualcuno condivide con noi la nostra condizione, quando ci sentiamo considerati persone e non numeri, quando in una parola, ci sentiamo amati! Sono queste le opere di misericordia che possiamo vivere qui, non dobbiamo cercarle lontano!”.

Al termine della celebrazione, dal Pastore della Chiesa lametina anche un pensiero sull’ Ospedale di Lamezia con l’invito a “trovare soluzioni stando insieme, nell’unità, affinché gli ammalati sentano che c’è una città unita che si stringe attorno a loro”. Nel fare gli auguri ai dirigenti, al personale medico e paramedico dell’ Ospedale, il Vescovo ha assicurato la continua preghiera della Chiesa lametina per gli ammalati e i loro familiari.

Nelle prossime settimane un altro sacerdote affiancherà il cappellano Padre Giuseppe Ferrara, affinché tutti coloro che si troveranno all’Ospedale per tutta la durata del Giubileo potranno accostarsi al Sacramento della Riconciliazione e sperimentare il perdono e la misericordia di Dio.