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Lamezia: Operazione Spare Tyre, i dettagli

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Nella giornata di ieri si conclude l’operazione dei carabinieri di Lamezia Terme “Spare tyre”, portando all’arresto di 12 persone, i capi d’accusa vanno dalla detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, alla detenzione illegittima d’armi fino al tentato omicidio.

L’operazione Spare Tyre, “ruota di scorta” in italiano, perché  durante il primo sequestro dei Carabinieri la sostanza è stata rinvenuta proprio nella ruota di scorta di un corriere che faceva la spola dalla provincia di Reggio a Lamezia, prende avvio indagando sullo spaccio nel territorio lametino, delineando un quadro allarmante: una divisione scrupolosa del territorio ed una forte vicinanza con il territorio reggino che fungeva da fornitore della sostanza. L’operazione ha svelato anche l’acquisto illegale di armi che sarebbero state rivendute o utilizzate per estorsioni ai danni degli imprenditori lametini.

Il gruppo, addetto al traffico di droga,  veniva organizzato da Nicotera Pasquale e Pulice Salvatore, i due avevano un referente di fiducia nelle zone del reggino che badava all’approvvigionamento, mentre il Pulice era addetto allo spaccio al dettaglio. Nicotera e Pulice hanno però delle divergenze, forse dovute all’amicizia “scomoda” di Pulice con Muraca, diventato collaboratore di giustizia, quindi si separano ed entrambi creano nuovi gruppi per lo spaccio in città, ognuno il suo pezzo di territorio, la città di Lamezia viene divisa per i loro affari, Nicastro: Pulice Salvatore, Strangis Emanuele, Crapella Andrea, Santoro Filippo. Area Sambiase: Buffone Pasquale. Area Caronte: Nicotera Pasquale, Parisi Francesco, Parisi Giuseppe. Area Soveria-Platania-Decollatura: Pulicicchio Giuseppe.

L’indagine delinea un quadro allarmante, “una filiera di spaccio che provoca un danno sociale enorme”, ha dichiarato in conferenza stampa il Colonello dei carabinieri, ma questa operazione s’inserisce in un più ampio lavoro delle forze dell’ordine. È un messaggio di forza e resistenza, è un forte segnale per la criminalità lametina, che cerca, attraverso droga ed armi, di colmare quei vuoti di potere causati dagli arresti degli ultimi mesi.

È all’interno di questo contesto che s’inseriscono altri due fatti criminosi, un attentato ai danni di un autovettura appartenente a tale Castagnaro, per mano di Pulice Salvatore, ed infine il tentato omicidio di quest’ultimo per mano di Davide Giampà e Morello Francesco.
Grazie ad intercettazioni ambientali e telefoniche è  lo stesso Pulice che racconta a due suoi amici il tentato omicidio subito proprio di fronte la sua abitazione nel quartiere Bella, Giampà avrebbe sparato sei o sette colpi, ma la pistola si è inceppata al primo sparo permettendo la fuga del Pulice. Le dinamiche del tentato omicidio sono state confermate attraverso riscontri oggettivi, tra questi il ritrovamento dell’arma da fuoco, utilizzata dal cognato del Giampà, Paone G., durante una rapina ad un distributore di benzina in vi Miceli, pochi giorni dopo il tentato omicidio. I Fatti risalgono al Marzo-Aprile 2012.

Il lavoro delle forze dell’ordine non termina qui, vi sono infatti gli altri indagati, continuano le perquisizioni per recuperare tutta la droga e le armi ancora nascoste.