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LAMEZIA TERME : CONOSCERE LA SUA STORIA E LE SUE RISORSE- 1-

Testi a cura di Giovanni Maria Cataldi
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Lamezia Terme – Panorama

1) ORIGINI STORICHE DI LAMEZIA TERME

1968 : nasce Lamezia Terme, incorporando  tre Comuni ( Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia), che se ne stavano quasi a braccetto tra di loro, conservando però  le proprie autonomie amministrative e territoriali. Ognuno, quindi, con la propria storia, con la propria economia, con i propri confini e perfino con un modo tutto proprio di vivere, espresso e testimoniato anche dalle stesse tradizioni socio – culturali.

Gli obiettivi per realizzare tale progetto erano stati disegnati, per la precisione sia storica che politico/amministrativa, dal Senatore Arturo Perugini, stimato politico cittadino.

Si deve, quindi, alla Legge del 4 gennaio del 1968 n°6 e al D.P.R. 29 gennaio del 1968 n°1134 il riconoscimento ufficiale della unificazione dei tre Comuni di Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia Lamezia e la nuova denominazione di LAMEZIA TERME, che entra così di diritto ad essere considerata allora la terza città della Calabria per densità abitativa. Se questa è la nascita della nuova realtà territoriale ed urbana, non possiamo, però, sottacere il riferimento alle origini storiche di Lamezia Terme , sapendo che nelle viscere del suo vasto ed attraente territorio si nascondono le tracce di quella che fu una delle più importanti città del Sud della Penisola : Terina.


2) TERINA , OVVERO LA LAMEZIA CHE FU

Un tratto degli scavi di Terina

Si sa con certezza – come ha scritto il giornalista / scrittore Enrico Borrello- che “le vere origini della città si perdono nella notte dei tempi” : quasi certamente nel VII o VI secolo a.C.-

L’illustre archeologo e studioso francese, Lenormant, colloca l’ubicazione di Terina là dove attualmente sorge Santa Eufemia Vetere; ubicazione confermata successivamente da altri studiosi, tra i quali l’Orsi.

La sintesi riepilogativa che racchiude in un ben preciso quadro di riferimento la più grande testimonianza sulle origini di Lamezia -partendo dalla ubicazione di Terina- la si trova in uno splendido rapporto stilato dallo stesso Borrello e che ora si riporta fedelmente :“Riepilogando, diremo, dunque, che tanto il Lenormant che l’Orsi, e noi ci fermeremo soltanto a questi due, come i più illustri dei moderni archeologi, ubicano Terina a Sant’Eufemia Vecchia, basandosi press’a poco, su questi presupposti :

  1. l’esistenza certa di una città greca sull’area di Sant’Eufemia-Terravecchia, i cui ruderi dovevano essere ancora ben conservati all’epoca del Guiscardo;
  2. la famosa moneta raffigurante la fontana salutare, i cigni, ecc.ecc.-
  3. l’accenno di Licofonte a una Terina marinara, che conserva il sepolcro della Sirena Ligea ;
  4. l’acqua salutare, purificatrice,ecc., sarebbero le nostre Terme di Caronte ;
  5. la tabelletta di rame col testamento di un facoltoso cittadino, che non poteva essere se non un Terinese;
  6. Terina sarebbe sorta sulla collinetta della “Elemosina” o nell’area dell’Abbazia, in contrada Terravecchia, a breve distanza dalla collinetta medesima;
  7. Terina non poteva essere sorta sulla marina di Nocera, perché in posizione militare debolissima,e anche perché non avrebbe potuto dare il nome al golfo, venendosi a trovare di là dal Capo Suvero.

Molti reperti archeologici sono venuti alla luce ripetutamente nel corso degli anni; alcuni sono stati recuperati ed ospitati nel Museo Archeologico; altri, invece, sono stati oggetto di scambi o di speculazioni affaristici  da parte di privati, rimasti ovviamente sconosciuti.

Quello che maggiormente riporta alla mitica Terina, oltre al “Tesoretto di Sant’Eufemia” che è custodito al “British Museum “ di Londra, è la variegata raccolta di monete pregevolissime, a dimostrazione che Terina occupava una posizione culturalmente, finanziariamente e strategicamente molto interessante al centro del Mediterraneo.

Una città di prestigio, dunque, che ora dorme sprofondata laddove l’attuale Lamezia ha fatto divaricare le sue nobili radici, quasi fino a scendere nelle misteriose profondità per ricercare le proprie origini, quasi come un bisogno di scoprire l’eternità nel tempo di cui si è resa protagonista. Un bisogno di prestigio e di cultura; e non solo!


LAMEZIA TERRA DI PAPI

Giovanni Paolo II, tra i più amati

Per gli amanti delle statistiche, la visita che Papa Benedetto XVI ha lasciato alla storia sarà esattamente la quinta tra i pontefici che si sono succeduti all’apostolo Pietro da 2018 anni.

Una porzione di territorio, quello lametino, che appare quindi abbastanza fecondo nel segno delle presenze di Papi, disegnando quindi una successione storica per davvero molto importante, molto significativa, semplicemente unica.

In questo contesto rientra molto bene l’attribuzione del titolo dato a questo contributo storico – giornalistico: “Lamezia terra di Papi”.

Iniziamo allora questa ricostruzione storica partendo da due Papi che, prima di essere tali, sono stati vescovi proprio della Diocesi di Nicastro, ora Lamezia Terme:

Marcello II (nato a Montestefano il 1501 e morto il 1555, con nome di battesimo Marcello Cervini degli Spannocchi;

Innocenzo IX (nato a Bologna il 1519, morto a Roma il 30 dicembre 1591; nome di battesimo: Giovanni Antonio Facchinetti.

MARCELLO II

La sorella di Marcello II, Cinzia Cervini, fu la madre di san Roberto Bellarmino, Cardinale e Dottore della Chiesa.

La sua elezione a Vescovo di Nicastro risale al 1539 ma, dimessosi poco meno di un anno dopo, fu poi nominato Vescovo di Reggio Emilia nel 1540 e nel 1544 Vescovo di Gubbio.

Fu il 222/mo Papa della Chiesa cattolica, eletto il 9 aprile del 1555 dopo un conclave brevissimo, come brevissimo fu anche il suo pontificato, essendo morto dopo appena un mese; forse per un colpo apoplettico o forse per una piaga su una gamba di natura maligna che mantenne segreta.

Su di lui ricaddero grandi aspettative per riportare, grazie al suo acume, alla sua spiccata capacità intellettuale e soprattutto alla sua integrità morale e per le sue grandi doti spirituali, una garante dose di moralità nella corte pontificia dopo le tristi esperienze dei suoi più immediati predecessori.

Il suo busto domina sulla facciata centrale dell’attuale cattedrale di Lamezia Terme.

INNOCENZO IX

Come premesso, il suo nome di battesimo è quello di Giovanni Antonio Facchinetti; nato a Bologna il 20 luglio del 1519, morto a Roma il 30 dicembre del 1591. Laureato in giurisprudenza all’Università di Bologna nel 1544, nello stesso anno fu ordinato prete.

Nel 1560 venne nominato Vescovo di Nicastro, ma solo per qualche anno, in quanto nel 1566 Papa Pio V lo inviò a Venezia come Nunzio Pontificio. Nel 1575 è nominato Vescovo del patriarcato Latino di Gerusalemme e nel 1583 è elevato al cardinalato. Nel 1591 fu eletto Papa col nome di Innocenzo IX, ma anche lui, come Marcello II, gravemente ammalato e costretto a svolgere a letto il suo pontificato (tanto che fu definito “Pontifex clinicus”), morì dopo solo due mesi il 30 dicembre del 1591.

Anche il suo busto domina la facciata centrale dell’attuale cattedrale di Lamezia Terme.

PAPA SILVESTRO 1°

Fu il 33/mo Papa; nato in data sconosciuta, è morto nell’anno 335.

Il suo pontificato durò per ventuno anni. Gli annali della storia riportano una sua visita alla cattedrale di Nicastro nell’anno 316, due anni dopo la sua elezione a Papa.

All’epoca la cattedrale di Nicastro era la prima delle tre che furono distrutte nel tempo per eventi vari; ed avvenne esattamente nell’anno 829 a seguito di una incursione dei Saraceni, dopo che – nell’anno 803 – vi fu il crollo del tetto della cattedrale che provocò la morte  del Vescovo di allora.

Tra i numerosi meriti particolari di Silvestro 1°, ricordiamo:

  • il passaggio della Roma pagana alla Roma cristiana;
  • l’impulso alla costruzione delle grandi basiliche costantiniane:
  • la Basilica di San Pietro sul Colle Vaticano, dopo che fece tumulare in un sarcofago in bronzo i resti mortali del corpo dell’Apostolo Pietro;
  • la Basilica ed il Battistero del Laterano;
  • la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme;
  • la Basilica di San Paolo fuori le Mura;
  • molte chiese cimiteriali edificate sulle tombe dei santi martiri.

Contribuì anche allo sviluppo della Liturgia ed è molto probabile che durante il suo regno fu scritto il primo martirologio romano.

PAPA CALLISTO II

Nato a Quingey nel 1060, morì a Roma nel 1124. Fu il 162° Papa della Chiesa cattolica.

Il suo pontificato si distinse per aver provocato la fuga dell’antipapa Gregorio VIII e per aver concluso – il 23 settembre del 1122 – l’accordo con l’Imperatore Enrico V, noto come “concordato di Worms”, con il quale venivano stabiliti i mutui diritti della Chiesa e dell’Impero.

Nell’anno 1121 trascorse a Nicastro un periodo di quindici giorni allo scopo di far ritornare la pace tra Ruggero, conte di Sicilia, e Guglielmo, duca d’Italia, i due ribelli fratelli normanni.

Fu proprio in questo periodo “nicastrese” che consacrò la seconda cattedrale, ricostruita nel 1100 dalla principessa normanna Eremburga ( o Anburga).

PAPA GIOVANNI PAOLO II

Giovanni Paolo II, nome di battesimo Karol Joseph Wojtyla, è nato a Wadowice (Polonia) il 18 maggio del 1920; morto a Città del Vaticano il 2 aprile del 2005.

E’ stato il 264° Vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica, essendo stato eletto il 16 ottobre 1978. Il 5 maggio 2011 è stato proclamato Beato. Nel calendario liturgico la sua festa ricorre il 22 ottobre.

Primo Papa non italiano dopo 455 anni, ovvero dai tempi di Adriano VI (1522 – 1523); primo pontefice polacco.

E’ considerato uno degli artefici del crollo dei sistemi del socialismo reale, già controllati dall’ex Unione Sovietica.

Fu roccioso avversario della teologia della Liberazione, ma anche del capitalismo e del consumismo, nonché di altri rilevanti temi sociali, come l’aborto e l’eutanasia.

Noto come il “Papa pellegrino” per gli oltre cento viaggi in ogni angolo del mondo e promotore delle Giornate Mondiali della Gioventù.

Papa Wojtyla beatificò e canonizzò molte più persone di ogni altro Pontefice: 1338, appunto, le beatificazioni e 482 le canonizzazioni.

Il suo è stato il terzo pontificato più lungo (dopo quello dell’apostolo Pietro e di Pio IX ).

La Calabria si onora di varie sue visite. Ma resta impressa quella del 5 ottobre del 1984 quando fece tappa all’aeroporto internazionale di Lamezia Terme prima di far visita a varie altre Diocesi.

Nel suo noto ed accorato discorso di benvenuto, definì tra l’altro l’aeroporto internazionale di Lamezia come “segno eloquente di proiezione verso il futuro” (discorso che pubblichiamo integralmente).

Descrisse gli stupendi panorami calabresi con toni decisamente poetici ed affascinanti, mettendo in risalto “una regione ricca di bellezze naturali ancora intatte”, ed invitando i calabresi a non perdere “il senso autentico del bene e del male. La legge divina costituisce il fondamento di ogni vera giustizia, e solo tenendo conto di essa è possibile dar origine a modelli sociali conformi alla dignità umana,. Quando si offusca”, aggiunse Giovanni Paolo II, “la luce della norma morale, all’uomo viene a mancare la stella polare su cui orientare il proprio comportamento di vita ed egli finisce con l’organizzare la terra contro se stesso”.

Dal suolo dell’aeroporto dove mise piede sale ancora forte il profumo intenso della sua santità.

Per noi tutti, come per tutto il mondo, resta scritto indelebile nei cuori quel suo accorato appello alla conversione, che è di ieri, di oggi, di sempre:

Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l’uomo. Solo Lui lo sa!”-

 N.B. : rimandiamo  in fasi successive la pubblicazione delle schede riguardanti PAPA BENEDETTO XVI e PAPA FRANCESCO-

 


 3-) POSIZIONE GEOGRAFICA DI LAMEZIA

Lamezia Terme è indiscutibilmente il “centro nel centro” della Calabria, irrobustita da una posizione geografica di chiaro prestigio anche sull’intero territorio meridionale della Penisola.

Sprofondata maestosamente nella ubertosa ed estesa Piana di Sant’Eufemia Lamezia, colloca i suoi confini geografici in quei punti strategici per mezzo dei quali è baciata ai quattro lati da ciò che di più affascinante possa offrire la Natura : le azzurre e pescose acque del  Mar Tirreno; le antiche e salutari Terme di Caronte; le fresche e salubri alture del Monte Reventino (1100 mt); la bontà delle acque del Lago Angitola e le panoramiche colline che sembrano istintivamente abbracciare l’inquieto Golfo di Sant’Eufemia Lamezia.

Per coloro che abitano, o che visitano, la città di Lamezia Terme, raggiungere una delle quattro perle naturali appena accennate rappresenta un comodo e facile spostamento in auto; questa naturale facilità di raggiungere in pochi minuti l’uno o l’altro posto potrebbe costituire l’allettante ipotesi di indicare le proprietà turistiche di Lamezia proprio come racchiuse in una sorta di menù geografico: ”mare- monti- terme- lago”.

Da Lamezia si dividono equamente le distanze dai cinque capoluoghi di provincia : Catanzaro – Cosenza- Vibo Valentia- Crotone- Reggio Calabria. Così come sono ugualmente vicinissimi i luoghi di maggior attrazione turistica – culturale , come Pizzo o Tropea, la Sila, Coreca, Amantea, Serra San Bruno.

Per il turismo religioso , c’è da sottolineare la presenza sul proprio territorio di ben quattro Santuari mariani : Dipodi, Portosalvo, la Spina e Conflenti , sui quali si farà successiva e specifica menzione. Ma bisogna sottolineare anche la presenza di storiche chiese sparse in tutta la Diocesi di Lamezia, con dei richiami di interessanti tesori artistici e culturali che appagheranno sicuramente l’interesse culturale ed artistico.


4) COMMERCIO ED ARTIGIANATO A LAMEZIA TERME

La varietà e la bontà dei frutti della sua terra-

Il commercio rappresenta per Lamezia Terme una delle sue principali componenti economiche, fermo restando che l’economia prevalente è quella agricola e del terziario. Vino ed olio costituiscono le principali fonti di ricchezza per gli operatori della zona , considerando che i vigneti e gli uliveti si sviluppano fecondi, adagiati lungo l’estesa pianura ed anche lungo i dorsali delle colline che fanno da magnifico contorno all’area perimetrale dell’intera zona. Queste coltivazioni, unitamente ai frutteti ed agli ortaggi, sono idealmente alimentate dal clima favorevole di tipo prettamente mediterraneo.

Per effetto di questa presenza e di questa caratterizzazione della economia del territorio, sono numerosi gli operatori locali del settore che hanno trasformato le colture di massa in colture qualificate, ricavando pregio e, in molti casi, ottenendo per i loro prodotti l’ambita denominazione di origine controllata o di altre sigle specifiche.

E’ fiorente pure l’attività commerciale legata alla catena di ricercati negozi di moda e di ben organizzati supermercati, ipermercati, o centri commerciali. Ma la specificità tipicamente artigiana e contadina è data dai mercatini locali ricchi di prodotti ortofrutticoli, la dove si possono facilmente trovare anche le caratteristiche “preziosità” lavorate e ricavate attraverso le rinomate tradizioni “caserecce” che si tramandano , seppure faticosamente, nel tempo e che portano dritti alla piacevole scoperta degli “antichi sapori”.

Ricco e sempre carico di fascino il settore dell’artigianato locale, che rappresenta una voce di primaria importanza per l’economia di tutto il comprensorio lametino, seppure il cosiddetto “villaggio consumistico globale” sta sempre più allontanando le giovani generazioni del lametino dalla pratica appropriazione di questi lavori come primaria loro fonte di reddito.

Si intravede, comunque, il graduale sorgere di interessanti iniziative in questo settore , che potrà essere rilanciato dall’incremento della domanda turistica, sia residuale che di passaggio.


5) LAMEZIA TRA STORIA, ARCHEOLOGIA, CULTURA E TURISMO

La descrizione dei luoghi e dei personaggi, tra i più significativi tra quelli costituenti il ricco e variegato patrimonio di Lamezia, dimostra come si intrecciano- in perfetta simbologia- i richiami pertinenti alla storia e all’archeologia, da una parte, e alla cultura ed al turismo, dall’altra.

Pur riconoscendo che c’è ancora moltissimo da lavorare e da recuperare, non bisogna dimenticare di incorporare in queste preziose risorse la realtà arricchente che si ricava dalla presenza di concomitanti centri urbani, da valorizzare di pari passo alla stessa centralità di Lamezia Terme. In tale ottica, come non ricordare la ricca tradizione dell’artigianato tipico in alcuni centri come Tiriolo e Serrastretta;  o l’esistenza di interessanti riferimenti storico – archeologici in altri centri, come Maida, Cortale, Nocera Terinese.

E’, quindi, tutto un insieme da scoprire e da valorizzare, forse anche nel tentativo di approfondire altre ricerche e ricavare altre preziosità di cui è straordinariamente ricco il territorio del lametino.


6) LAMEZIA, CENTRO REGIONALE DI COLLEGAMENTI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI

Aeroporto internazionale di Lamezia Terme

Il centro urbano di Lamezia Terme, così come tutto il suo comprensorio e le aree di diretta influenza, è di fatto il centro ideale per i più importanti collegamenti nazionali ed internazionali, tanto da incorporare evidenti e quindi incontestabili realtà, come : il nodo strategico ferroviario; la sede autorevole di aeroporto internazionale; un importante svincolo autostradale; la sede naturale per ogni sorta di collegamenti interni da e per Lamezia.

Lo sviluppo dell’aeroporto internazionale, evidenziato dagli aumentati ed affollati voli di linea per i più importanti bacini nazionali ed internazionali e dalle preferenze dimostrate dagli utenti in fatto di comoda praticità e stabile garanzia della struttura, fa prevedere un futuro davvero roseo alla Società che gestisce l’aeroporto, la Sacal, a beneficio sia del territorio locale che di quello regionale e dell’intero Meridione.

Sono stati potenziati anche i collegamenti stradali : Cosenza, Vibo e Reggio si possono infatti raggiungere facilmente e velocemente in auto tramite l’autostrada; Catanzaro e Crotone sono altrettanto facilmente raggiungibili grazie alla superstrada di collegamento rapido.

Facile e veloce anche il collegamento con la splendida Sila, nonché con le stazioni turistiche di mare più rinomate : Coreca, Amantea e Paola sul Tirreno cosentino, con comodo prolungamento verso Praia e Maratea; Pizzo , Tropea e Nicotera sul Tirreno vibonese, ed anche in questo caso con rapidi e comodi spostamenti verso Bagnara, Palmi e Scilla; e, infine, Copanello, Soverato, Isola Capo Rizzuto, Riace sullo Ionio.

Le rinomate Terme di Caronte, con le sue miracolose acque da cui si ricavano fanghi prodigiosi e stuzzicanti offerte nel campo cosmetico (descritte con scheda a parte) sono congiunte alla immediata periferia di Lamezia Terme, quasi un tutt’uno con il centro di Sambiase, dopo aver compiuto anche una piacevole escursione verso  il Parco naturale del Mitoio.

Anche il lago dell’Angitola è situato ad un tiro di schioppo da questa splendida realtà urbana qual è Lamezia Terme.


Vi rimandiamo al prossimo numero, in rete martedì 5 febbraio-