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Lamezia Terme – Non si può starnazzare sul PSC

Una riflessione a 360 gradi che invita ad una lettura più partecipata attraverso un ampio dibattito pubblico
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Ho letto con sgomento, le farneticazioni dell’Assessore Scavelli in merito al PSC,  una approvazione così come è stato redatto, significherebbe la morte certa per Lamezia, bloccherebbe  ogni ipotesi di sviluppo e rimanderebbe a chissà quando la possibilità di immaginare una città che possa dare la possibilità ai tanti giovani di decidere di restare nella terra natia, almeno vent’anni.

Uno dei punti di forza della vittoria della coalizione del Sindaco Paolo Mascaro era la certezza che questo sottoprodotto urbanistico venisse fortemente modificato, se non sarà così, molti si sentiranno traditi.

Non è concepibile che pur nella consapevolezza che questo PSC fa schifo, qualcuno dica: “approviamolo e poi lo modificheremo”, questo tipo di ragionamento appartiene ad una sottocultura che ha portato la Calabria  ad essere l’ultima regione, non del Paese ma dell’Europa.

L’assessore Scavelli, ottima Paesaggista, dovrebbe astenersi di entrare in tematiche di cui è estranea sia per formazione che per professione, altrimenti  rischia di fare brutte figure.

Come è possibile che un Architetto, non abbia saputo leggere che quello che ha redatto il Professore Crocioni, altro non è che un altro Piano Regolatore Generale, e non ha nulla, ma proprio nulla, di un PSC.

Basterebbe questo per rendersi conto che la sua approvazione è inutile in quanto un PRG già c’é.

Se poi nel Sud del Paese dobbiamo essere sempre presuntuosi, auto commiserarci e poi continuare ad essere la causa dei nostri guai, che si continui così , ma ci deve essere qualcuno che dica, che si sta sbagliando tutto.

Poi è assolutamente falso quello che afferma l’assessore Scavelli, che per migliorare decisamente questa schifezza ci vogliono soldi e tempo, non occorrono né soldi né tempo, occorre solo sapere cosa fare.

Per sapere cosa fare occorre conoscere la filosofia della nuova gestione del territorio, cosa che l’assessore dimostra di disconoscere totalmente.

Quando si afferma che i cittadini hanno avuto “oltre 150”  occasioni di partecipazione alla stesura di questo PSC, l’assessore sa di dire il falso, tra l’altro lei non ha mai partecipato a questi incontri, altrimenti saprebbe che sono stati sempre estremamente accesi, tanto è che il grande dirigente arch. Andrea Iovene, in un incontro molto acceso ebbe a dire:” parlate, parlate, noi abbiamo vinto le elezioni e noi comandiamo e decidiamo” .

L’assessore Scavelli con questa sua uscita gravemente infelice, che riabilita le nefandezze dell’amministrazione Speranza, e da continuità amministrativa, verrà certamente invitata ad un incontro pubblico per spiegare questa scelta e mostrare tutta la sua cultura in un contraddittorio, dove non gli verrà perdonato nulla.

Caro Sindaco il nostro territorio, con un bilancio squinternato,  come quello che tu hai avuto la sfortuna di ereditare, si risolleva solo con la CULTURA e la COMPETENZA; nessuno può veramente immaginare che siano necessarie altre qualità al di fuori di queste.

Nei luoghi, dove si decide il futuro della città, occorre che ci sia Cultura, ma anche  Competenza Specifica, altrimenti di cosa si discute?

Il Sindaco che è uomo colto e competente, e non ha fatto il politico in campagna elettorale, per poi comportarsi diversamente amministrando la città, avrà certamente la capacità ed il buon senso di trovare una soluzione alle paure espresse dall’assessore, nella coerenza delle cose promesse ai cittadini in campagna elettorale.