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Lamezia Terme -potenziare e riaprire gli ospedali e i reparti chiusi, in modo particolare quello per le malattie infettive

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La “questione Sanità Lamezia Terme, è da  sempre al palo di partenza alla ricerca dell’araba fenice, ultima tra gli ultimi, totalmente carente e con strutture a consumarsi nel mancato utilizzo, una situazione, comunque,  eguale in tutto il territorio regionale.

Purtroppo ci rendiamo conto dei guasti e delle inefficienze solo nel momento di massima necessità. Non è l’attimo delle contestazioni, lasciamole da parte, adesso bisogna trovare la forza per respingere il male.

Condividiamo  l’impegno delle altre associazioni del lametino, nella radiografia di un mondo da in letargo che bisogna scuotere per guardare con serenità il futuro.

Abbiamo la struttura! una costruzione messa in piedi anni fa in sostituzione del vecchio edificio divenuto inadeguato, obsoleto, somigliante, per la sua decadente esistenza, ad un lazzaretto e non ad un ospedale (anche se funzionava).

Il nuovo, consentiteci il passaggio, ha,oggi, la sostanza di un guscio vuoto dove prevale la solita, asfitica, burocrazia, subendo l’altalena dei cambi di giuda della regione, come se il dolore e il male possano essere soggetti ad una colorazione politico-partitica.

L’ospedale qualche tempo fa aveva una zona adibita a settore malattie infettive, il suo personale medico era competente ed efficiente, poi, qualche cervellone ha deciso, per questioni di bilancio, di ridurre e chiudere la funzionalità dell’apparato a seguito dei tagli sulla sanità.

Una città,come Lamezia Terme con  più di  70mila abitanti (70.891 al 2019) ha tutti i diritti  a gestire un perfetto piano di assistenza ospedaliera, su cui il neo-governatore della Calabria, on. le Jole Santelli, deve intervenire con rapidità per sanare la situazione avendone tutti gli estremi per farlo.

Le vicende “Ospedali”e personale medico, non solo Lametine ma dell’intera Calabria,debbono prontamente assurgere a posizioni di primo piano  per creare i presupposti ad una concreta ricollocazione funzionale, non è più possibile far pagare al collettivo l’incapacità dei vertici e la storia “coronavirus” sta drammaticamente mettendo a nudo carenze, pecche e manchevolezze d’ogni tipo delle strutture.

Considerando le difficoltà deve prevalere il buon senso e la responsabilità, farsi prendere dal panico non è una soluzione, come fuggire in massa dalle regioni dichiarate zona rossa, con l’assalto ai treni o ai pullman, per andare a cercare rifugio al Sud, così facendo è il modo più pericoloso di trasportare il virus se qualcuno è positivo.

Come Calabria Sociale, affiancandoci alle altre associazioni, chiediamo di potenziare e riaprire gli ospedali e i reparti chiusi,in modo particolare quello per le malattie infettive, aumentandone  gli organici per garantire l’assolvimento totale  di un diritto  del cittadino.

Il Presidente di Calabria Sociale

Gianfranco Turino