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Lamezia: voler costuire qualcosa ma (poi) non volerla meanutenere nel tempo

Le discrasie lametine che fanno a pugni con la realtà! Alcuni esempi pratici
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Lamezia: voler costuire qualcosa ma (poi) non volerla meanutenere nel tempo

Lamezia, nel suo variegato “composè“ che caratterizza il suo strato sociale, si manifesta dal come i suoi amministratori e i politici in genere, si impegnano a voler fare una determinata opera pubblica che, una volta realizzata (non ci soffermiamo se valutarla in bene o in male),  viene poi lasciata all’incuria, all’abbandono, al menefreghismo. Si fa finta di non vedere cosa succede in quel posto e non si accolgono le segnalazioni provenienti dai cittadini.
Una strana consuetudine cittadine è questa: non si vuole mantenere l’opera o la struttura iniziale ben efficiente nel tempo.
Iniziamo, col fare degli esempio: i parchi e le piazze comunali. Parliamo di quelli più frequentati e per questo più esposti alle sollecitudini dei concittadini.

Partiamo, dalla più centrale piazza Mazzini o piazza d’Armi, che di si voglia.
Sottoposta ad una recente ristrutturazione (ancora non completata), ha fatto nascere – fin dall’inizio degli interventi di trasformazione – più polemiche e malcontenti che altro … ed ancora ve ne sono a josa. Non ultimata nella piazza in questione, e non si sa perché, quei pochissimi spazi verdi timidamente creati sono esposti all’abbandono, così come lo sono le piante fiorite e sistemate in appositi vasi che fanno da corona piangente ad una storica fontana pubblica sempre sporca, spesso indecente. Capiamo bene che siamo in un periodo storico di drammatica recessione e che, quindi, non si possono assumere delle persone che presiedono alla cura di parchi o piazze ma non capiamo perché non si facciano dei bandi pubblici di affidamento del servizio a delle cooperative di giovani volontari, da contrattualizzare con alcuni specifici fondi pubblici.

La proposta, ovviamente, vale per tutti gli spazi pubblici esistenti in città e nell’immediato comprensorio. Prima di riprendere, e terminare la riflessione sul tema, una costruttiva e serena punzecchiatura la vogliamo fare andando a considerare lo stato di un’altra piazza al centro della città, da sempre abbandonata: piazza Santa Maria, quella che è da immediato collegamento con piazza Mazzini.

Qui, sono stati costruiti degli squallidi bagni pubblici proprio al centro della piazza (…a mò di monumento nazionale!), stati sistemati a ridosso di un frequentato hotel e vicinissimi ad una frequentata arteria urbana. I latini, a questo punto, avrebbero aggiunto: “ …de gustibus…!).
Prescindendo da tutto questo, piazza Santa Maria è ancora chiusa al passaggio per via di lavori bruttissimi, scellerati, tanto che non c’è persona alcuna che non esclami: “ma dove sono stati presi questi architetti?”.
La nostra risposta, tanto per completare il cerchio delle delusioni, è questa: “sono stati scelti da fuori città e da fuori Regione perché poi sarebbero stati protetti da un comune motto napoleonesco: veni, vidi, disastri feci!”.

La chiusura la affidiamo alla situazione esistente sul parco Felice Mastroianni, centro della città, situato dietro le Poste centrali: abbandonato, sottoposto alla invasione dei vandali, infestato da pericoli di ogni genere… dalle scorribande di grossi topi, di qualche biscia (o vipera?), di profilattici o di siringhe sparse, assieme a bottiglie e bottigliette di ogni tipo!
Manca il personale addetto e, visto che esistono pericoli dappertutto, non si vedono presenze né di vigili urbani, né di Forze dell’ordine. Una persona anziana, a tal proposito, ebbe ad ammettere: “qui, in questi posti, abbiamo paura tutti!”

Speriamo, per concludere veramente, che una siffatta ammissione sia stata posta per scherzosa e comunque significativa battuta!