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L’aula bunker di Reggio Calabria, in assoluto stato di degrado

Testimonianza di Aurelio Chizzoniti
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Oggi ho partecipato, quale difensore di parte civile, all’udienza fissata innanzi al Tribunale collegiale presso l’Aula Bunker di Viale Calabria a Reggio, ove ho avuto modo di verificare personalmente l’assoluto degrado in cui versa la struttura al cui interno si raggiungono temperature elevatissime per il pessimo funzionamento dei condizionatori d’aria. Non a caso, de audito a videntibus, nel corso di un altro processo la Presidente della Corte ha disposto molto opportunamente la sospensione dell’udienza che non poteva continuare in condizioni ambientali invivibili per tutti gli addetti ai lavori, dai detenuti ai Magistrati passando per le Forze dell’Ordine, di Vigilanza, personale di cancelleria, Avvocati e quant’altri concorrono, nei limiti dei rispettivi ruoli, al funzionamento della complessa macchina della Giustizia.

È quanto afferma il presidente della Commissione Speciale di Vigilanza del Consiglio Regionale, Aurelio Chizzoniti, in una comunicazione formale inviata ai Commissari presso l’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria (Gaetano Chiusolo, Giuseppe Castaldo, Carmelo La Paglia), al dottor Giovanbattista Macrì, Presidente della Corte di Appello di Reggio Calabria, al dottor Salvatore Di Landro, Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Reggio Calabria, al dottor Francesco Scuderi, Avvocato Generale presso la Corte di Appello di Reggio Calabria, al dottor Luciano Gerardis, Presidente del Tribunale di Reggio Calabria, al dottor Federico Cafiero De Raho, Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, all’avv. Alberto Panuccio, Presidente Ordine Avvocati presso il Tribunale di Reggio Calabria.

È incredibile – aggiunge Chizzoniti – la disattenzione riservata, a diversi livelli Istituzionali, al pianeta Giustizia che, fra l’altro, subisce in questi giorni l’espulsione di circa 500 Magistrati frettolosamente esodati-rectius-sacrificati sull’altare del risparmio, mentre manager pubblici riscuotono stipendi e liquidazioni miliardari nel cui contesto, a Reggio, si sfratta anche la struttura di ristoro all’interno del CEDIR fruita da migliaia di persone al giorno. E così la città consegue un altro solitario primato – incalza il presidente Chizzoniti – per essere diventata l’unica di rango Metropolitano ma senza TAR e quindi, addirittura, senza neanche un bar al tribunale il cui personale andrà a infoltire la già folta schiera di disoccupati. Ma l’aspetto che più inquieta e fa riflettere é che una volta tanto questi ‘traguardi’ non sono addebitabili alla politica reggina, bensì a tecnici governativi inviati in missione speciale colonizzatrice, i quali, per riparare alle pregresse ingiustizie, diventano, paradossalmente, ‘missionari’ di autentiche ingiustizie. Terra di conquiste, riserva di caccia, così come lo era nell’ottica piemontese preunitaria di ottocentesca memoria, questa martoriata terra continua ad essere tale anche in una cornice europea che, però, tollera incredibili mortificazioni a tutti gli operatori della Giustizia.

Ancora il presidente Chizzoniti:

…invito formalmente i Signori Commissari a rispettare il nobile popolo reggino in tutte le accezioni, risolvendo urgentissimamente il ripristino della piena agibilità dell’aula bunker, rammentando a me stesso che se ciò fosse accaduto in quella meneghina di Opera ci sarebbero state non le cinque, ma le cinquanta giornate di Milano! Mentre da queste parti tutto viene assorbito da regole spettrali gelide e reticenti, che trasformano sacrosanti diritti in benevoli concessioni delle sempre più bizantineggianti proiezioni periferiche dello Stato. Se poi i Signori Commissari volessero attribuire un senso alla perdurante presenza in città dovrebbero ricordarsi che sono a Reggio Calabria per sostituire il Sindaco ed in tale veste, visto che indossano spesso la sciarpa tricolore che simboleggia lo status di primo cittadino, farebbero cosa buona e giusta a partecipare alle manifestazioni coralmente organizzate per difendere un fondamentale presidio di legalità qual è la sopprimenda sezione decentrata del TAR.