Notizie, cronaca, sport, eventi della Città di Lamezia Terme

Cittadino Agricoltura

Lavorare in unità per combattere l’illegalità

Riflessione a più voci a seguito della nota operazione investigativa “Aemilia”
1.08K 0

Si stanno man mano ampliando le riflessioni incentrate sul clamoroso (alcuni lo hanno anche definito “storico”) risvolto che s’è avuto a seguito della maxi inchiesta denominata “Aemilia” e che ha riguardato soprattutto l’Emilia Romagna, ma che di fatto ha poi coinvolto altre Regioni.

Com’è infatti noto, la Direzione antimafia di Bologna ha pesantemente colpito il clan Grande – Aracri con tutte quelle ramificazioni al suo interno, a cui si sono contorti gli interessi di alcuni politici ed imprenditori.

Tra le riflessioni pubblicamente già rese note, c’è quella del sindacalista Giuseppe Valentino, secondo cui

la sostanza è che una cellula ‘ndranghetista vessava imprenditori e commercianti estorcendo loro il PIZZO (oltre ad adoperarsi in altre attività illecite, naturalmente) nel silenzio assordante di tutti. Nessuna denuncia pubblica, nessuna presa di posizione Istituzionale in questi anni, nessun grido di dolore o di allarme. Si subiva in silenzio, si pagava in cambio della “tranquillità”.

Prima di arrivare a formulare una forte e significativa richiesta diretta al Prefetto di Catanzaro, Valentino affonda la sua riflessione in questi giusti termini:

“Catanzaro l’isola felice… si è sempre negata, perfino l’idea, che la ‘ndrangheta esistesse e controllasse, come succede purtroppo, attività commerciali ed imprenditoriali; ad ogni buona occasione c’erano sempre i ROM a portata di mano, ai quali additare colpe e responsabilità.

Ora che l’Arma (alla quale va il nostro plauso e la nostra riconoscenza per il lavoro svolto) ha stracciato il velo che avvolgeva il tessuto economico di Catanzaro, non si può continuare, a vivere nell’indifferenza. Ci aspettiamo da parte delle Istituzioni, delle associazioni imprenditoriali e dei commercianti una seria riflessione ed una forte presa di posizione.

Non si possono costringere cittadini e lavoratori ad essere complici di un sistema che finanzia la criminalità organizzata, bisogna reagire, far conoscere e alzare la testa”.

Ed allora, per concludere la sua riflessione, il dirigente sindacale sottopone al Prefetto di Catanzaro la necessità di

convocare un tavolo Istituzionale che entri nel merito delle azioni utili a far prevalere la Legalità. Nessuno si può tirar fuori, ogni soggetto che ha a cuore le sorti della propria terra deve fare la propria parte; poiché mai come in questo caso, il silenzio è dei colpevoli”.