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Lavoro dall’agricoltura biologica e dai prodotti a km zero

Lo sostiene Coldiretti ricordando i consistenti fondi della nuova programmazione
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Dalle produzioni agricole biologiche e dal km zero, come testimoniano i dati diffusi recentemente in occasione del “Sana 2014”, il salone internazionale del biologico e del naturale, possono venire per la Calabria occasioni significative di lavoro e occupazione diretta e indiretta.

Pietro Molinaro presidente di Coldiretti Calabria ne è convinto e ne spiega i motivi.

Il primo è l’appeal che queste produzioni hanno sul consumatore che sempre di più le mette nel carrello della spesa poiché ritiene che è fondamentale avere una alimentazione di buona qualità a beneficio della propria salute, abbracciando i principi della sostenibilità ambientale, economica e sociale. La forza della nostra coldiretti1regione su questo segmento di mercato – continua – è testimoniata anche dal fatto che circa 120 mila ettari (oltre i 20% della SAU totale calabrese) sono coltivati a biologico grazie all’impegno di oltre 7000 tra produttori,produttori/trasformatori e trasformatori collocando la nostra regione al secondo posto in Italia. E’ evidente – prosegue – che di questa tendenza dobbiamo far tesoro e quindi adottare una strategia commerciale per le produzioni biologiche capace di ripercuotersi sulla valorizzazione del prodotto. Il PSR regionale 2014-20 destina al biologico una dotazione di ben 250 milioni circa di euro di aiuti che non possiamo sprecare; quindi per dare “corda economica” è importante prevedere vincoli di commercializzazione delle produzioni in modo da permettere di aumentare il grado di penetrazione dei mercati. In parallelo l’altra necessità è garantire maggiori e rigorosi controlli tecnici – amministrativi-fiscali sulla certificazione del prodotto biologico proprio per non consentire di sottrarre risorse pubbliche in modo truffaldino, come accaduto in casi recenti (olio biologico) altrimenti per produttori disonesti e sleali diventa una doppia rendita.