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Le code di paglia

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Le code di paglia

Che l’anno 2018, da un angolo di osservazione prettamente socio – politico, debba essere considerato uno tra i peggiori per qualità e per consistenza, è sotto gli occhi di tutti gli osservatori politici ed anche della maggioranza dei cittadini; mentre la spaventata Europa segue con costante preoccupazione il clima di guerriglie urbane che si stanno intensificando in ogni parte della nostra Penisola.

Due elementi di valutazione si pongono subito in primo piano: uno, come già sintetizzato, rappresentato dai moti di protesta ( ma è già troppo “ nobile” citarli come tali) che ci riportano ai moti del ‘68 e che, considerata l’intensità delle operazioni in corso, dovrebbe superarli. Purtroppo !  Ci auguriamo di no per i tanti comprensibili motivi: innanzitutto perché – dall’altra parte delle barricare- ci stanno nostri figli,  nipoti, conoscenti e cittadini bravi che sono malpagati per stare in prima linea di un’assurda trincea. Ricordiamo, in questo segmento, le nostre Forze dell’Ordine che mettono a repentaglio le loro vite per difendere la nostra incolumità ed il nostro regime di democrazia.

Il tutto è fomentato, come sottolineano i commentatori politici, da un clima di odio, di violenza, di vendetta, spesso passato inosservato sotto agli occhi dei più, in nome di diritti mancati e di sviluppo buttato al vento; alias, l’inconsistenza della politica che fino ad oggi ci ha accompagnato, rea di non aver saputo difendere i confini della patria, di non aver offerto lavoro e stabilità ai nostri giovani; di non aver saputo dare un ruolo alle famiglie; di averci messo tante paure addosso !

Ecco, il piano della politica : ed è il secondo punto di questo nostro “editoriale”, attorno al quale è doveroso fare semplicemente delle piccole osservazioni.

Tra una settimana arriverà il giorno dell’apertura delle urne , culmine di una appassionata campagna elettorale. Che dico ? “ appassionata” ? Proprio per niente, almeno in questo spazio urbano che ha un nome : Lamezia Terme.

Tra i vari periodi elettorali degli ultimi decenni è significativa la totale assenza di quanti nel passato hanno fatto politica, specialmente i più anziani. Di quei tempi si chiamavano in campo i grossi big, ai quali bastavano semplicissime promesse per meritare poi un oceano di applausi, di consensi e di soddisfazione puntualmente  appagata.  Oggi le cose non stanno così: si, i politici ci sono ma hanno – affermano i cittadini – la classica coda di paglia che ha costretto alcuni a ritirarsi dalla scena politica, altri a presentarsi in collegi elettorali di Lamezia e, quindi, a non diventare i protagonisti di comizi elettorali sulle nostre piazze e di una politica che, comunque, appassionava prima di lasciare sull’asfalto le delusioni che hanno poi avuto delle tragiche conseguenze: gli scioglimenti anticipati di consigli comunali. Ma non affondiamo il bisturi in queste piaghe, altrimenti finiremo di scrivere testi su testi.

Un ben ben nota canzone dell’intramontabile Gianni Morandi, ad un certo punto, cantava su questo verso carico di dubbio: “  … ma non dovevamo vederci più? “. Ecco: i “vecchi” della politica locale l’hanno preso sul serio questo motivetto e non si fanno vedere più; proprio in nome e per conto della struggente “ coda di paglia”!

Oppure per altri motivi ?