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Le evidenti difficoltà e contraddizioni di Scura ed Urbani

Al centro dell’attenzione la nota politica dell’avvocato Nicolino Panedigrano, che poi pone degli interrogativi: “Ma chi in alto proteggere questi commissari? Quale partito del governo nazionale è il loro referente?”
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Riceviamo e pubblichiamo

Panediograno

Alla fine Scura ed Urbani si danno da soli degli incompetenti. Con il decreto 46 del 2016 hanno firmato un atto che riconosce i loro cosiddetti Piani di riorganizzazione della rete ospedaliera (quelli per fare i quali sono stati mandati in Calabria e per i li paghiamo profumatamente) non valgono un fico secco e hanno chiesto aiuto all’AGENAS per rifarli secondo i dettami del decreto ministeriale n. 70/2015.

E chiedendo all’Agenas aiuto anche per la riorganizzazione delle reti ospedaliere tempo-dipendenti riconoscono che, dopo un anno dal loro insediamento, la riorganizzazione delle reti tempo-dipendenti ictus e politrauma non è stata nemmeno affrontata.

Sordi alle denunce, manifestazioni popolari e richieste di dimissioni che da mesi si susseguono in Calabria ed a Lamezia contro l’incuria e la superficialità della loro programmazione, questi due cosiddetti tecnici sono giunti a collocare nei loro decreti l’hub della rete ictus dell’area centrale della Calabria in un ospedale di Catanzaro, di cui nel loro stesso decreto dicono che il relativo reparto “non è abilitato” al trattamento specifico di trombo lisi, che perché sia efficace deve avvenire in un breve tempo dall’esordio, e hanno volutamente e colpevolmente ignorato che nella stessa area c’è il reparto specialistico dell’ospedale di Vibo Valentia che è abilitato al trattamento da oltre dieci anni ed ha la più grande casistica regionale. Secondo questi bei commissari-tecnici i pazienti con ictus dovrebbero essere avviati a Catanzaro, che deve dare il via per trasferirli a Vibo. Con buona pace dell’urgenza e della salute del malato.

Anche per la rete tempo dipendente del politrauma questi due superbi commissari si sono esaltati. Mentre per un intervento efficace si deve trasportare il poli-traumatizzato in un sito adeguato per presenze specialistiche e per attrezzature entro un’ora dall’evento traumatico, i nostri hanno previsto che l’hub di questa rete ospedaliera “fuori Regione”, senza dire dove e senza dire come si dovrebbe raggiungere questo fantomatico sito fuori regione. Con la conseguenza che l’assistenza per questa patologia, che é la principale causa di morte nei giovani e che in una elevata percentuale di eventi è causa di gravi postumi invalidanti, si continua a fare come dieci anni fa. Ogni ospedale fa quel che può e, se non può, trasferisce altrove il malato in ambulanza, perché gli ospedali che possono accoglierlo non sono tutti dotati di piazzola elicotteristica.

La chicca di questo duo commissariale è stata però di aver previsto nei loro decreti la soppressione o quasi dei servizi trasfusionali negli ospedali di Castrovillari, Lamezia e Polistena in spregio a quanto prevede il decreto ministeriale 70/2015. Una scellerata indicazione che giustamente non è stata seguita dai direttori generali delle aziende sanitarie che per non mettere a rischio la vita degli ammalati continuano a mantenerli aperti e funzionanti.

Ora i commissari per correre ai ripari rispetto alla loro incapacità chiamano a consulto l’Agenas a spese della Regione e in definitiva dei Calabresi.

La Regione non può e non deve ulteriormente tollerare questo genere di commissariamento. E il presidente Oliverio ha fatto bene a chiedere il ritiro del decreto 30. Ma chi in alto proteggere questi commissari? Quale partito del governo nazionale è il loro referente?

Sarebbe doveroso nei riguardi della Calabria che PD e NCD, partiti al governo e con solide rappresentanze nella nostra regione, si assumessero la responsabilità o di assumersi la paternità dei loro scempi o di mandarli a casa.

Nicolino Panedigrano