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Le mitiche notti di fine estate al MARRC SULLA TERRAZZA SULLO STRETTO

Conferenza della filologa Paola Radici Colace, giovedì 29 agosto, ore 21.00
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Le mitiche notti di fine estate al MARRC SULLA TERRAZZA SULLO STRETTO

 Prosegue con successo la stagione estiva 2019 al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, con le aperture serali del giovedì e del sabato, dalle 20.00 alle 23.00, per offrire al pubblico del MArRC suggestive visite notturne alla collezione permanente sui quattro livelli espositivi e alle mostre temporanee, con la possibilità di trascorrere momenti indimenticabili sulla terrazza con il suo esclusivo affaccio panoramico sullo Stretto, partecipando agli eventi organizzati in collaborazione con i partners alla valorizzazione, pagando un biglietto speciale d’ingresso al costo di soli 3 euro (restano valide le promozioni agevolate dell’ingresso gratuito fino a 18 anni e a soli 2 euro fino a 25 anni).

Giovedì 29 agosto, alle ore 21.00, nella stessa location del meraviglioso “salotto all’aperto” del Museo, la filologa Paola Radici Colace, docente all’Università degli Studi di Messina, presidente onorario e direttore scientifico del Centro Internazionale Scrittori della Calabria, terrà una conferenza sul tema: “Orfeo ed Euridice: la perdita, l’assenza e il lutto. Dai Greci alla musica e alla pittura”.

L’incontro è il settimo del Ciclo “ Vita, morte e viaggio nella mitologia classica: letteratura, iconografia, musica” e sarà accompagnato da video proiezioni

Introdurranno: il direttore del Museo Carmelo Malacrino e la presidente del CIS Calabria Loreley Rosita Borruto.

Il direttore Malacrino commenta: «Lo spettacolare scenario mediterraneo della terrazza del MArRC è il luogo ideale per un “tuffo” nella storia e nelle tradizioni della Magna Grecia. La collaborazione con il Centro Internazionale Scrittori della Calabria ci permette di offrire al pubblico del MArRC tanti imperdibili viaggi della conoscenza nella memoria comune. In questi straordinari percorsi della storia – continua il direttore – i nostri ospiti hanno l’opportunità di scoprire sentimenti ed emozioni universali, vissuti da uomini e donne di tutti i tempi, e che è possibile rivivere anche ammirando la bellezza delle testimonianze archeologiche che il Museo custodisce ed espone».

«Il mito di Orfeo ed Euridice è una narrazione drammatica ed esemplare dei temi della perdita, dell’assenza e del lutto. Il suo tessuto narrativo, destinato ad essere ripreso sotto vari codici nel corso della civiltà occidentale, verrà da me esaminato dal punto di vista della comunicazione musicale e figurativa», afferma Radici Colace nel presentare l’incontro. «A partire da “L’Orfeo” di Monteverdi (1607), primo vero capolavoro del melodramma italiano ed elemento fondante nella storia stessa del teatro musicale, la vicenda del mitico cantore è declinata in varie forme: nell’azione drammatica musicata “Orfeo ed Euridice” (1762) di Christoph Willibald Gluck; nell’opera musicale “L’anima del filosofo, ossia Orfeo ed Euridice” (1791) di Franz Joseph Haydn; nel poema sinfonico “Orpheus” (1853-54) di Franz Liszt; nell’ opera buffa “Orphèè aux Enfers” (1858) di Charles Offenbach;  nel balletto “Orpheus”  (1947) di Igor Stravinskij». In epoca contemporanea, hanno segnato specialmente la storia musicale del mito le interpretazioni di Maria Callas e Roberto Vecchioni.

La storia mitica dell’amore spezzato prematuramente dei due giovani sposi, che cercano di superare il confine tra la vita e la morte ha appassionato artisti e scrittori di ogni tempo ed è, dunque, presente nella tradizione iconografica. Continua la studiosa: «Nella pittura moderna, ricordiamo in particolare la rappresentazione delle ninfe che ascoltano incantate la musica di Orfeo di Charles Jalabert (1853), la morte di Euridice in Ary Scheffer1 (1814), l’angoscia di Orfeo sulla tomba dell’amata in Gustave Moreau (1891), la discesa agli Inferi  di Jean Restout, la scena della richiesta al trono di Ade e Persefone di Jean Raoux, (1718-’20), la risalita dall’Ade di Jean-Baptiste-Camille Corot (1861), la promessa violata a Persefone e Ade nell’istante del voltarsi indietro raccontato dai pennelli di Pieter Paul Rubens (1636-38), il famoso Mito di Orfeo di Marc Chagall (1977)». Il romantico olio su tela di George Friederic Watts (1872) raffigura “Orfeo ed Euridice” in una sintesi narrativa drammatica intensa e avvincente dell’amore passionale e insieme del suo tragico finale.

Nella scultura – spiega la filologa – i capolavori assoluti sono: il gruppo marmoreo in due blocchi opera di Antonio Canova (1773-76) e la statua di Auguste Rodin (1893), che raffigurano entrambi Orfeo seguito da Euridice nel momento topico in cui il mitico cantore si volta indietro e comprende in un lampo di stare così per perdere per sempre l’amata: per la disperazione Orfeo poggia la mano sulla testa, mentre Euridice, con il capo verso l’alto, è già avvinta dal destino e dalle fiamme dell’Ade.

Continuano i laboratori didattici attraverso l’utilizzo della lavagna multimediale che arricchiscono l’esperienza di visita alla mostra “Paolo Orsi. Alle origini dell’archeologia tra Calabria e Sicilia”, allestita al livello E del MArRC, in collaborazione con il Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi” di Siracusa, fino a domenica 8 settembre. L’appuntamento è il giovedì mattina alle ore 10.00 e alle 12.00 e il sabato pomeriggio alle ore 17.00 e 18.00, senza alcun sovrapprezzo rispetto al biglietto d’ingresso al Museo. Non è necessaria la prenotazione.