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Le prime indicazioni del dopo voto con la doppia regia vincente di Luigi Di Maio e Matteo Salvini

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Dall’elezione di Maria Elisabetta Alberti Casellati a Presidente del Senato della Repubblica Italiana e di Roberto Fico a Presidente della Camera dei Deputati, gli analisti politici hanno individuato un “ fil rouge” impensabile – se si va a ritroso di poco tempo – a quella che è stata di fatto l’asprissima campagna elettorale fatta di odi e di veleni, ma anche con i primi screzi sparsi a destra ed a manca nel corso dell’antivigilia della elezione delle due importanti figure istituzionali.

Di fatto, ci troviamo ad indicare un percorso nuovo che dovrebbe non solo portare all’accordo per la formazione del nuovo Governo e, quel che più importa, allo status effettivo di governabilità del Paese.

Ripeto: se fossimo nel di dentro del recentissimo periodo di gabarre elettorale avremmo subito scritto sui generis” “ E mò è qui che andrà a cascare l’asino”!

Il nodo, più che nei programmi che sono comunque sempre “accomodabili”, sta nella scelta della guida di questo nuovo Governo: Salvini o Di Maio?

In effetti sono loro i due grandi vincitori del voto e sono loro che hanno il “ peso storico” nell’aver mandato in coma tuto il sistema dei partiti e “partitelli”, relegandoli ai ruoli di una appartenenza politica che deve comunque esserci ma che non può alzare voce più di tanto, almeno che non siano loro, Di Maio e Salvini, a farlo.

Avuta questa impressione, personalmente rimango ottimista sui tempi di formazione di una governance forte e in grado di rispondere a tutte le sfide del mercato e del lavoro, dell’identità italiana  ( vedi “immigrazione”) e delle nuove scelte sociali.

E’ un clima, quello che si respira da oggi, che dovrebbe anche mandare in archivio, ed affondare, tutte le paure populiste e di  regimi sovranitari, riscoprendo o rinforzando così una “voglia d’Italia” che renderà meno bellicosa la fase in cui poter indicare invece più serenamente chi dovrà essere alla guida del Governo.

Una sensazione, questa, che ha avvertito uno dei quotidiani più noti al mondo : “Huffington Post”, seppure con la sua arguta metodologia politica:

“ Se alle elezioni è crollato il Nazareno di Berlusconi e Renzi, nel Palazzo si è andato in scena il secondo round. Di Maio conquista lo scranno più alto di Montecitorio, con i voti di Berlusconi e senza doverlo riconoscere politicamente: senza un gesto, un incontro nemmeno una telefonata, addirittura negata quando il Cavaliere lo ha cercato e ha rifiutato la chiamata. E Salvini, questo è il passaggio chiave, è riuscito a costringere Berlusconi a cedere sul punto decisivo, proprio come fa un capo della coalizione e non un semplice alleato: il voto a un candidato del Movimento senza un minimo riconoscimento politico, anzi rivendicando il proprio. Ciò che era inaccettabile è diventato possibile, passo dopo passo, fino al tumultuoso vertice di questa ( ieri,n.d.r.) mattina, dopo una notte in cui gli ambasciatori di palazzo Grazioli avevano ancora tenuto aperti i canali col Partito democratico”.

Ed è anche questo il clima che ci spinge a porgere un’altra indicazione in attesa di ulteriori quanto necessarie conferme: si va superando in Italia il proliferare di Partiti e di Movimenti che sono spuntati a iosa e che hanno reso possibili “ i balletti” attraverso i quali ad un deputato o a un senatore al quale venivano “ i classici cinque minuti” era abilitato perfino a fondare correnti e “correntelle” come i “dominus” della situazione?

E che succederà quando ( o, meglio, tra poco) Di Maio porrà tra i primi punti delle riforme l’abolizione dei vitalizi ai parlamentari, i quali dovranno guadagnarsi il pane come i tanti milioni di poveri italiani?

Ne vedremo delle belle sia in fasi successive del cammino del nuovo Governo e sia sulle tipologie politiche che porteranno ( di questo ne siamo certi) ad un sistema di voto tripolare, di cui s’è avuto sentore proprio in questa tornata elettorale: un centrodestra; un centrosinistra; una formazione di largo consenso elettorale, quale il Movimento 5Stelle che, oltretutto e lo vedremo a presto, da “Movimento” passerà a Partito.

 

  • Da calabrese DOC..dico Matteo e’ un grande

  • Questi 2 con idee diverse, tanto rispetto tra loro ma cercano di trovare punti in comune ..cosi si fa ??