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Le rispote dalla politica sugli scenari prossimi

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Non sembra credibile, ma vero: se il clima che si respira in politica si dirige verso il fronte di due competizioni certe viste nel di dentro della nostra Regione e della sua terza città – Lamezia Terme-, non ci farà certamente rimanere tranquilli e speranzosi. Anzi! Riflettiamo sui “perché”.
La competizione con data certa ci porta alle elezioni europee, in calendario per l’imminente 25 maggio, che interessano un bacino di oltre 51 milioni di elettori italiani, chiamati a scegliere i 73 membri spettanti al nostro Paese sui 751 deputati che verranno eletti al Parlamento in rappresentanza di oltre 500 milioni di cittadini sparsi sui 28 Stati membri.
Saranno elezioni molto calde ed incerte, che vedranno – com’è ovvio – due protagonisti in assoluto: gli schieramenti politici, da una parte ( con i loro candidati più o meno noti); e, dall’altra, un elettorato diviso sul tema di “Europa – si” ed “ Europa – no”; o, meglio, se schierati sulla sua funzione di libero scambio della finanza improntata sulla moneta dell’euro; oppure se scettici sul suo ruolo di equilibrio monetario, se non proprio considerato (l’euro) la causa principale e dirompente della difficile crisi che attanaglia le economie di quasi tutti gli Stati europei, con l’Italia nella posizione – purtroppo – d’avanguardia.
Navigando però al di sopra di varie prese di posizioni politiche o di parte, dobbiamo candidamente considerare la svolta cruciale che l’Europa ha innescato a seguito del “Trattato di Lisbona” del 2009, che di fatto ha conferito al Parlamento europeo una serie di nuovi ed importanti poteri.
Sta di fatto che un’Europa unita rappresenterebbe una incredibile panacea a tutti i fattori di crisi che stanno sbilanciando le politiche interne di varie Nazioni, tra le quali Grecia, Spagna e, purtroppo, l’Italia, che stanno pagando lo scotto di politiche europee forse non coerenti con il suo motore – guida, come viene considerato (e di fatto lo è) quello della Germania.
Più che confrontarsi sulle cause e sugli effetti di tali sbandamenti, i nostri politici immettono decisamente sulla cattiva strada tutti coloro che legano i fattori di robustezza delle monete a quelli della moneta tedesca. “Noi andiamo male”, è il comune dire dei cittadini non solo italiani, “perché siamo diventati schiavi del marco tedesco”; o, ancora, “della politica spregiudicatamente autoreferenziale così come lo è quella della Merkel”.
Certamente, gli interrogativi non verranno dipanati nella prossima inavvertita campagna elettorale, stante la confusione sovrana che regna tra i partiti ed anche all’interno degli stessi partiti. Staremo a vedere, anche se le perplessità saranno destinate a rimanere tali sia prima che dopo la data del 25 maggio, giorno in cui in Italia si voterà anche per i 4102 Comuni chiamati a rinnovare i vertici (con l’eventuale turno di ballottaggio fissato per l’8 giugno) e per presidente e Consiglio in due Regioni: Abruzzo e Piemonte.
La Regione Calabria, con la sua spada di Damocle che pende sulla sua testa per via del “caso Scopelliti”, sarà chiamata a rinnovare ben 23 amministrazioni comunali, e, tra queste, saranno 7 quelle che interesseranno da vicino il bacino elettorale del lametino: Marcellinara, Miglierina, Falerna, Pianopoli, Motta Santa Lucia, Cortale e San Pietro a Maida.
Molto probabilmente (ma in questo caso il ragionamento ci porterebbe molto lontano) nel prossimo autunno potrebbe essere la volta anche di Lamezia Terme, ove il caos politico si allarga a macchia d’olio tra i diversi partiti, nelle cui aree di competenza veramente “non c’è pace tra gli ulivi” !
Aspettiamo a piè fermo le prossime iniziative quale direzione piglieranno, se di iniziative si può parlare, perché a Lamezia regnano sovrani i “j’accuse” e le ricerche – vane- di assestamento sia ai vertici dell’Amministrazione comunale, sia all’interno degli stessi partiti di coalizione o di opposizione.
A quanto pare, sembra del tutto ovvio che si vogliono ritenere marginali – se non proprio inopportune – le paterne sollecitazioni del Vescovo diocesano, monsignor Luigi Cantafora, che invitano al senso di responsabilità della res pubblica per un percorso di tacito accordo alla ricerca del bene comune.
Se così sinteticamente delineati e commentati i prevedibili assetti all’interno dei prossimi scenari politici, saremo autorizzati a smuovere educatamente tutti coloro che nella politica hanno liberamente scelto di profondere il loro impegno perché non si spenga – sull’onda della crisi o del disinteresse generale- la speranza nel trovare vie comuni e percorribili per non farci trovare spiazzati di fronte ad ulteriori decadimenti nella gestione della politica e nell’amministrazione della res pubblica.