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Libia: Cronologia di un complotto che ha distrutto una nazione

I nostri interessi economici andati in fumo dai bombardamenti e dalla guerra nella quale siamo stati trascinati
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Quando nel 2011, in Nord Africa e Medio Oriente, incominciarono le prime manifestazioni popolari, considerate dai media “spontanee” e “locali”, che rivendicavano libertà e democrazia, il “progetto” di eliminare quei “vecchi rottami” di regimi autoritari era già in atto.

Il regime libico di Muammar Gheddafi era inserito nell’elenco di quelli che dovevano capitolare. Quelle proteste sono passate alla storia recente con il nome di “primavera araba”, quasi ad indicare un nuovo rinascimento del mondo arabo, desideroso di  liberarsi dall’oppressione dei vari “Rais”che da decenni sono al potere.

Dopo soli quattro mesi, però, gli stessi media, che ne avevano esaltato la genuinità, incominciarono ad ammettere che dietro quelle sollevazioni popolari c’erano agenti esterni occidentali e che esse non erano né “spontanee”, né “locali”. Il 14 aprile 2011 sul New York Times appare un articolo dal titolo abbastanza eloquente: “Gruppi  americani hanno favorito la diffusione della primvera araba”, nel quale si affermava che “diversi gruppi e singoli individui, tra quelli coinvolti nell’ondata rivoluzionaria, hanno ricevuto addestramento e finanziamento da parte di enti come l’N.D.I. (National Democratic Insitute) e Freedom House, organizzazioni umanitarie senza scopo di lucro che si trovano a Washington”.

L’articolo continuava facendo altresì riferimento al N.E.D.(National Endowment for Democracy – Fondo Nazionale per la Democrazia) che riceve annualmente 100milioni di dollari dal Congresso Americano.

È attraverso queste “agenzie” che nel corso degli  anni si è sviluppato il progetto di destabilizzazione per eliminare, tra gli altri, il regime libico, attraverso  un’azione disinformante con false accuse, che porterà successivamente la NATO all’intervento armato che distruggerà la Libia. A questo fine comincia ad essere attivo il FNSL (Fronte Nazionale di Salvezza della Libia), creatura delle “intelligence” inglese e statunitense, con sede a Londra, che incita all’insurrezione e che sin dagli anni ‘80 è stato più volte utilizzato nei vari tentativi di rovesciare Gheddafi.

Il “Rais”, dopo essere stato omaggiato e riverito dal mondo politico ed economico di mezzo mondo, diventa, tutto d’un tratto, per l’occidente, un barbaro tiranno, sadico e violento, che reprime con la violenza “i pacifici manifestanti”.

Da qui in avanti il passaggio è breve perché Gheddafi verrà accusato di avere utilizzato l’aviazione contro la popolazione inerme, uccidendo migliaia di persone. Queste accuse, come vedremo, totalmente false, portate avanti da Soliman Bouchiguir, segretario della“Lega Libica per i Diritti Umani”, un’orgnizzazione collegata alla Federazione Internazionale per i Diritti Umani (beneficiaria del dipartimento di Stato americano), verranno presentate con una petizione, sottoscritta da decine di organizzazioni non governative, davanti al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, a Ginevra.

Il 25 febbraio del 2011 questo organismo accusa Muammar Gheddafi  di “crimini contro l’umanità”, chiedendo alle Nazioni Unite un intervento armato a difesa della popolazione civile libica. Ma, il giornalista francese Julien Teil, attraverso un suo documentario dal titolo “La guerra umanitaria”, demolisce le accuse contro Gheddafi e, attraverso un’intervista, smaschera le menzogne dello stesso Bouchiguir.

Nonostante tutto, il 28 giugno 2011, il Procuratore Capo del Tribunale Penale Internazionale, Luis Moreno Ocampo, in base alle prove (false) esibite, emette un mandato d’arresto contro Gheddafi, il figlio  Saif Al Islam e Abdullah Al Senussi.

Nello stesso tempo, Al Jazeera e la BBC riferiscono che “il governo libico, nel tentativo di reprimere le manifestazioni popolari, ha compiuto delle incursioni aeree su Bengasi”, ma questo ennesimo episodio di disinformazione, nella  quale Al Jazeera la fa da maestra, viene smentito seccamente da un rapporto pubblicato dall’Esercito russo in cui si afferma che quella zona è monitorata dallo spazio e che “nessun attacco aereo o incursione ha avuto luogo”.

Mai nessuna  verifica alle accuse a Gheddafi è mai stata fatta dal Tribunale Penale Internazionale e ciò dimostra  la deliberata volontà delle autorità internazionali di perseguire l’obbiettivo prefissato: la caduta del regime a qualunque costo e con qualsiasi mezzo.

Intanto Soliman Bouchiguir ammette che le accuse da lui portate a Ginevra contro il dittatore libico sono opera del Consiglio Nazionale di Transizione dell’opposizione, Mahomoud Jibril, ex Primo Ministro, già amministratore della società internazionale “JTRACK”, che si occupa di fornire personale per la formazione ai politici arabi e del sud est asiatico, nel campo della comunicazione. Uno dei principali clienti è stato Hamad Bin Khalifa AlThani, l’emiro del Qatar e padrone della Tv “Al Jazeera”, la stessa che ha accusato Gheddafi, con un’altra bufala, cioè di aver fatto distribuire nell’esercito grosse quantità di “viagra” per incrementare gli stupri su donne e bambine!

Nonostante nessuna prova e le evidenti ed imbarazzanti menzogne fabbricate, il 17 marzo 2011, le Nazioni Unite, con la “Risoluzione 1973”, autorizzano l’istituzione della “No Fly Zone”, una zona interdetta al traffico aereo sulla Libia con il compito di “proteggere i civili”. Due giorni dopo, la coalizione occidentale incomincia i bombardamenti e riduce l’ex colonia italiana ad un cumulo di macerie.

La Libia era un Paese senza debito con l’estero, il suo popolo vantava il reddito pro capite più alto dell’Africa, non conosceva il significato occidentale della “democrazia” perché la società è strutturata su base tribale. Allora l’uomo comune si chiede: “perché l’hanno fatto? “. A questa domanda risponde il 28 marzo 2011 il Report  “Il test della Libia del Nuovo Ordine Internazionale”, curato da Brooking Institute e che vede la Libia come una “prova per sperimentare la determinazione e la credibilità della comunità internzionale”. (“Libia per un governo mondiale” – Land Destroyer 28/03/2011). Allora tutto diventa più chiaro!

Gli ultimi tre anni hanno visto una nazione distrutta, senza autorità e sicurezza in mano ad Al Quaida ed alle bande islamiste. I nostri interessi andati in fumo dai bombardamenti  e dalla guerra nella quale siamo stati trascinati. In compenso, alle porte dell’Italia, la minaccia islamica avanza ed il neo Califfo dell’ISIS, Al Baghdadi, dice che tra non molto “marcerà su Roma”. Fantasie? Non tanto! Ma la tragedia attuale della Libia e la marea di profughi che quotidianamente raggiungono le nostre coste sarà oggetto di un prossimo articolo.