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L’orrore della guerra, una bambina, la sua bambola

Quando uno scatto fotografico non cruento sa raccontare cos'è la guerra
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C’è una foto che in queste ore sta facendo il giro del mondo sui social network grazie alle condivisioni degli utenti sparsi su tutto il pianeta. È la foto di una bambina palestinese, una piccolina di Gaza, che tiene stretta a sé una bambola e con una manina le copre gli occhi perché non debba vedere quello che sta guardando lei.
Non avrebbe voglia di farlo neanche lei ma i suoi occhi, la piccola, li tiene ben puntati in quell’orrore che risparmia alla bambola, perché non c’è nessun adulto, almeno non in quel momento, a proteggere lei dall’infamia della guerra.
Tiene stretta la sua bambola come “uno dei grandi” dovrebbe fare con lei, ma i grandi che le girano intorno sono tutti impegnati a farsi del male e non hanno tempo per considerare che lei è solo una bambina.

Avrà nemmeno tre anni e occhi che hanno visto tutto il peggio che può esprimere l’umanità: il visino sofferente, la bocca contorta in una smorfia di apprensione e di paura, l’angoscia in ogni sguardo che dischiude.
Al contrario dei grandi lei lo sa che ogni volta che cade un missile nelle vicinanze la sua bambola potrebbe morire di paura, lo sa perché è esattamente quello che prova anche lei, e così fa tutto quello che è nelle sue possibilità perché il cuore non le esploda in petto.

In questa immagine che fissa per sempre un gesto di difesa da parte di un cucciolo d’uomo c’è l’oscenità di tutte le guerre del mondo, ed è per questo che, soprattutto a chi condivide sui social network, senza alcun rispetto, le foto dei crani maciullati dei bambini palestinesi, io l’inoltro. Perché anche questo è uno scatto che fa male. E racconta perfettamente cos’è la guerra, pur non avendo bisogno di far vedere né sangue né viscere fuoriuscite da poveri corpi devastati.

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  • marsy87

    Scusate mi sono informata e questa non appartiene ad una bimba di Gaza per quanto cruenta sia.Ma e’lo stesso stupenda e mostra tutta l’innocenza dei bimbi.