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L’ospedale di Soveria deve rimanere un presidio adeguato

Lo sostiene Giovanni Puccio del PD
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La sciagurata politica amministrativa che il centrodestra ha seguito in questi anni anche nella sanità – afferma Giovanni Puccio del PD – si è caratterizzata con il ricorso esclusivo alla riduzione drastica e irragionevole della spesa e al ridimensionamento se non addirittura alla chiusura di ospedali e reparti.

Nella logica di tentare di far quadrare i conti si è agito frettolosamente, in maniera confusa e spesso contraddittoria. Ospedali chiusi, reparti serrati, personale non sostituito, organizzazione inefficiente, livelli di assistenza in continuo calo.

Tale andazzo ha riguardato tutte le strutture ma, ovviamente, ha inciso ancora più drasticamente sui piccoli ospedali e, in particolare, su quelli delle aree montane.

Tra questi è davvero scandaloso quanto è stato fatto a Soveria Mannelli. Una struttura che è punto di riferimento importantissimo di un vasto territorio montano a cavallo di due province e per decine e decine di migliaia di persone.L’ospedale ha subito un progressivo e scientifico svuotamento di reparti e di funzioni architettato a tavolino dalla dirigenza aziendale per giustificarne il ridimensionamento. E quando tale progetto era troppo evidente si è pensato bene di agire in maniera ancora più subdola lasciando i reparti, soprattutto quelli più apprezzati e utilizzati, senza personale medico e paramedico, decretandone così la chiusura di fatto.E’ stata attuata una politica che definire discriminatoria per i cittadini e per i territori è davvero un eufemismo.

L’ospedale di Soveria Mannelli per localizzazione, per tradizione, per bacino di popolazione servita deve rimanere un presidio sanitario in grado di garantire i livelli più adeguati di assistenza per i cittadini e confrontarsi con le nuove esigenze di carattere sanitario e riabilitativo che emergono prepotentemente e, non solo, dal territorio montano.

In definitiva anche in questo settore il nuovo governo regionale di centrosinistra dovrà tentare di sanare i gravi danni causati dalla giunta Scopelliti e dai suoi sodali locali.