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Lottare per cambiare… perchè nulla cambi,

Piano Strutturale Comunale (PSC) per il Sindaco Mascaro una brutta partenza......
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L’amministrazione Mascaro, finalmente apre la discussione sul PSC, naturalmente partendo dalla documentazione e dagli atti prodotti.

Un argomento così complesso, se affrontato in modo semplicistico, rischia non solo nel dare alla Città, uno strumento inefficace, come lo è stato il PRG, che avrebbe dovuto risolvere i tanti problemi di Lamezia, ed invece li ha peggiorati ed incancreniti, ma potrebbe rivelarsi una ulteriore grossa perdita di tempo, in quanto questo PSC sarebbe facilmente annullabile dal TAR.

Pertanto il PSC, pone due aspetti, che sono uno di contenuto, e l’altro di natura politica.

Sul primo, tanto si è detto e scritto, quello che si può aggiungere di nuovo, è la fragilità del Piano, rispetto ad aspetti di natura giuridica e/o costituzionale.

Una cosa da segnalare è la cessione del 50% della proprietà dei privati al Comune, oltre agli standard per la parte residuale, che non è disposta da nessuna Legge dello Stato.

E’ evidente che una norma così cogente, deve avere a supporto una Legge, infatti nel nostro Paese solo il DM n.1444/68 impone la cessione gratuita degli standard, altri riferimenti non c’è ne sono. Non ritengo che una norma di un regolamento comunale, possa vedere la luce, con ripercussioni così gravi sul diritto di proprietà, sarebbe come dire che la città di Lamezia si dota di un suo Codice Penale. Anche la disposizione analoga, riportata nel Piano Paesaggistico regionale è incostituzionale.

Altro aspetto rilevante da segnalare, è il tentativo maldestro di introdurre una sorta di Condono Edilizio, camuffandolo con dizioni originali quali:” gli insediamenti diffusi”.

Questo tentativo, seppur encomiabile sotto l’aspetto del fine, pone un  problema di legittimità grave, in quanto a quei poveri cittadini che si è fatto credere di risolvere un problema importante, in realtà li si spinge su un terreno dal quale non si sa, come ne potrebbero uscire, se ne potranno uscire.

Insomma non è con le furbate che si risolvono problemi dei cittadini.

C’è poi, inoltre la mancata firma del Progettista sugli elaborati approvati in C.C., comunque trasmessi alla Regione, in maniera irresponsabile, dal Segretario generale e dal RUP, questo rappresenta un ulteriore  motivo di nullità, che costringerebbe la città a ripartire da zero. La nostra città non è nelle condizioni di accumulare ulteriori ritardi.

Per finire c’è un altro aspetto grave che questo PSC nasconde, ed è la sanatoria, predisposta per le variazioni di destinazione d’uso, per molti fabbricati,  da Servizi per i cittadini, in abitazioni.

Non è concepibile che si permetta un furto di Servizi a beneficio di pochi speculatori immobiliari. Per quest’ultimo aspetto ci sono anche responsabilità penali e contabili che certamente non farà piacere a chi dovrà approvare il PSC, in Consiglio.

C’è infine l’aspetto politico, che si sta fortemente sottovalutando, in quanto,  approvare il PSC lasciato dall’amministrazione Speranza, non solo significherebbe riscattare pubblicamente il suo disastroso operato, ma si dichiarerebbe di non avere una proposta alternativa per la città.

L’approvazione e condivisione del PSC, darà ragione a Speranza ed ai suoi, che ne farebbero un cavallo di battaglia per l’azione politica futura e lascerebbe senza motivazione chi ha votato contro quella amministrazione, cacciandola fuori dal Palazzo di Città.

Non c’è dubbio che la struttura burocratica che ha creato l’amministrazione Speranza, continua a lavorare perché ciò che ha contribuito a creare, oggi venga approvato, se questo è giusto e utile  per la città, allora sarebbe opportuno che sia Speranza a riprendere le redini della città, in quanto lui ha portato avanti con caparbietà e contro tutti, anche contro il Prof. Crocioni, il suo Piano, che oggi addirittura il nuovo Consiglio Comunale ne riconosce la validità e bontà.