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Lsu-Lpu della Calabria avanzano ancora i soldi del 2013

Sono cinquemila e per il prossimo 12 settembre scenderanno in piazza a Catanzaro
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Continua ad essere drammaticamente critica la situazione dei lavoratori Lsu-Lpu della Calabria, visto che ancora una volta si deve registrare che nessuno degli impegni assunti dalle istituzioni ai vari livelli, è stato mantenuto.Neanche quello legato alla sopravvivenza immediata, costituita, cioè, dal pagamento delle quattro mensilità arretrate del 2013. E’ quanto si legge in un comunicato diffuso dalla federazione regionale Usb Calabria. Come pensano che possano riuscire a tirare avanti le circa 5.000 famiglie calabresi che, dopo aver lavorato, devono vedersi ancora corrispondere i soldi relativi al 2013?

“La cosa che fa più rabbia e che rende il tutto ancora più inaccettabile, è il fatto che il trasferimento dei soldi da Roma per gli emolumenti targati 2013 c’è stato, ma pare che l’ente regionale non abbia ancora trovato la destinazione in bilancio di queste somme con cui poter chiudere il conto con i lavoratori.”

I precari Lsu-Lpu da circa 20 anni lavorano in nero per conto dello Stato (gli Enti locali non versa loro i contributi, per cui mai potranno godere di una pensione!): dopo tanti anni, i lavoratori stanno ancora attendendo.
USBSIndacatoMa, senza ombra di dubbio, il mese appena iniziato sarà solo l’inizio di un’altra fase incandescente di mobilitazioni e lotte sindacali visto che la situazione di questi lavoratori è sempre in costante impasse e non si sblocca, sia sul fronte dei pagamenti arretrati, che su quello più complesso della stabilizzazione.
Sul primo punto, infatti, si resta ancora in attesa del saldo delle quattro mensilità pregresse relative al 2013 oltre alle mancate garanzie sui versamenti che andranno a coprire l’anno in corso, capitolo su cui regna la più totale incertezza.
A ciò si aggiunge il perdurare del silenzio sul secondo punto, quello, cioè relativo all’ambito dei decreti attuativi in chiave stabilizzazione, che continua a restare una chimera per circa 5mila lavoratori precari, protagonisti da quasi venti anni di questa controversia. La confederazione regionale Usb denuncia, infatti, la mancata attivazione del famoso tavolo tecnico e dei decreti attuativi promessi dal ministro del Lavoro Poletti nella sua visita in Calabria, con l’impegno che a settembre ci sarebbero state novità: ma tutto tace e nulla lascia presagire che possano esserci sviluppi positivi a breve.

La Usb Calabria afferma che non si possa “rimanere buoni ed in silenzio ad attendere gli eventi” ed annuncia una nuova mobilitazione venerdì 12 settembre a Catanzaro alle ore 10, perché concludono “con il dialogo si ottengono solo prese per i fondelli, gli unici risultati possibili sono con la lotta”.