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Il Lupus eritematoso, insidiosa malattia autoimmune che colpisce soprattutto donne in età compresa tra i 15 e i 40 anni, al centro di un convegno scientifico svolto a Lamezia Terme

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Il Lupus eritematoso, insidiosa malattia autoimmune che colpisce soprattutto donne in età compresa tra i 15 e i 40 anni, è stato al centro di un convegno medico svoltosi nei giorni scorsi in un noto hotel di Lamezia Terme e organizzato col supporto della Rombolà Tourism and Event Consulting. Della malattia, sono stati approfonditi alcuni aspetti; in particolare quelli sociali, epidemiologici, organici e di esperienza diretta sui pazienti. E proprio il presidente del simposio, Dott. Maurizio Caminiti, Direttore UOD di Reumatologia del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, vista la complessità nell’individuazione della malattia, ha tenuto particolarmente a ribadire “l’importanza della sinergia tra specialisti e medici di base, fondamentale nella cura della patologia”.

Molte le eccellenze mediche presenti, che hanno impreziosito il convegno, con i loro interventi mirati a chiarire le varie problematiche legate al Lupus eritematoso sistemico. Tra gli altri: Giusy Pagano Mariano, Francesco Ursini, Giuseppe Varcasia, Massimo L’Andolina, Domenico Olivo, Pietro Gigliotti.

Ospite della giornata lametina, l’associazione Cal.ma (Calabria malati Autoimmuni) con la presidente Luana Maurotti, che ha espresso grande soddisfazione per la presenza in quanto “E’ la prima volta – ha detto – che una realtà come la nostra viene invitata ad un convegno medico.

L’esperienza del malato, soprattutto di quello autoimmune, come me, dà una mano ai medici per approfondire e trovare soluzioni ad una patologia che, spesso, non viene scoperta subito; a volte passano più anni per individuarla. In Calabria – prosegue Maurotti – vive il maggior numero di malati autoimmuni, che spesso, come in tanti altri casi di patologie gravi, sono costretti a emigrare in altre regioni per curarsi. Ascolto del paziente da parte dei medici e tutela della sanità calabrese, quindi, – ha concluso – sono le due battaglie che stiamo maggiormente combattendo e per le quali siamo disposti a fare qualsiasi cosa, perché sappiamo cosa significa essere malati e malati in Calabria.”