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L’urlo dei resilienti

Sorto un apposito Comitato per stare dalla parte di chi chiede giustizia e solidarietà.
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L’urlo dei resilienti

E’ stato un momento importante quello dell’avvenuta consegna alla stampa di un comunicato forte che ha alla sua base la necessità di azionare decisamente il tema della vicinanza, della comprensione, dell’impegno e della solidarietà  , così come più volte rimarcato dai passaggi centrali sottolineati nel corso della presentazione alla stampa di tale iniziativa. Cosa che merita, per converso, tutto il rispetto e, quindi, la necessità di leggerlo per intero, almeno nei suoi punti centrali.

Ha quindi così rimarcato il Presidente del Comitato, il noto imprenditore Salvatore Cittadino :

“Resilienza” è un concetto che indica la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

Non nascondiamo”, ha evidenziato, “che siamo uomini di lavoro che nel corso della nostra attività economica ci siamo imbattuti in problematiche di natura economica, dal semplice protesto, alle procedure concorsuali aziendali, all’esecuzione al fallimento.

Conosciamo il volto nel debito, dal sorriso nell’accenderlo fino alle lacrime amare

Ma non tutta la nostra sofferenza è da iscrivere alla cattiva gestione aziendale, ci sono tanti elementi : dalla semplice crisi di mercato, ai nuovi criteri di Basilea 2 e Basilea 3, al innovato metodo coercitivo dello stato, all’usura bancaria strisciante e silente che gradualmente ha sgozzato le imprese portandole alla loro chiusura

Non dimentichiamoci che la chiusura dell’azienda determina la perdita del lavoro dei dipendenti e dell’imprenditore, che – a differenza del lavoratore dipendente- non può fruire di benefit sociali quali disoccupazione ed altro”.

Concetti nitidi sottolineati nel corso della conferenza stampa indetta dalla stessa associazione e con il Presidente Cittadino documentatissimo nell’ offrire vari spaccati di vita realmente vissuti, sofferti e tuttora in grado elevatissimo di sofferenza.

Abbiamo detto tutto questo per meglio comprendere che dall’operazione “hasta la vista” della Procura della Repubblica di Lamezia è emersa una minima parte di quanto si cela nei fascicoli ; l’operazione ha dato una piccola luce a dei soprusi, ma tanto c’è ancora da approfondire per scrostare questa grossa crosta che copre nel silenzio le tante ingiustizie che ancora attendono la luce”.

Ciò che si riporta alla luce sono dati inquietanti riportati nel corpo dello stesso comunicato stampa, da cui stralciamo alcune situazioni di fatto verificatisi al termine di tante indagini di corruzione , da cui è emerso che il “  il più delle volte il debitore si è trovato in un rapporto di sudditanza, fino ad accettare in maniera supina ingiustizie grosse più di un palazzo o la paura di denunciare per paura di ritorsione, poiché se pur ancora resiliente nel continuare il lavoro d’impesa, ha paura di vedersi sfrattato e chiudere la propria attività”.

L’operazione ASTA LA VISTA”, riprende Cittadino dopo alcuni significativi “passaggi tecnici”, ha fatto emergere la collusione di ambienti criminali e parte di uomini che lavorando per lo Stato ha contratto un patto di collaborazione.

A dirlo non siamo noi, ma gli atti dell’accusa contenuti nell’ordinanza della Procura che, se pur si sono susseguiti scarcerazioni, non significa che sono venuti meno i reati, che saranno meglio discussi in fase dibattimentale, dove noi come comitato ci costituiremo parte civile

Al nuovo Presule della nostra Città”, si conclude, “ chiediamo che ci assista nella preghiera e possa aiutarci a prendere il coraggio di continuare a vivere la vita con bellezza

C’è molto da fare ancora, e lo sportello che vogliamo attivare intende collaborare con il fondo nazionale vittime dell’usura e del racket, con L’Osservatorio “Suicidi per motivazioni economiche” . e con altri organismi di difesa dell’uomo e della dignità lavorativa

Vogliamo fornire assistenza morale e sostanziale, affinché la vergogna non copre la voglia di vivere e di lottare per cogliere in pieno il dichiararsi Resiliente”.