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Magarò propone meno burocrazia per il futuro regionale

Gli uffici regionali a volte bloccano procedure, sono pantani, bisogna potenziarli per creare sviluppo. Questa è la proposta del consigliere regionale
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Un’altra proposta semplice semplice per il programma della prossima Regione Calabria? Eccola: una burocrazia che non deve fermare ciò che fa crescere e quanti si impegnano per lo sviluppo e il lavoro. In pratica, uffici regionali nei quali sia impossibile che finiscano impantanati nei cassetti autorizzazioni, licenze e pareri senza i quali si impedisce l’avvio di nuove attività d’impresa o addirittura si provocano chiusure di cantieri e si vanificano opportunità di lavoro.

Lo ha dichiarato Salvatore Magarò, presidente della Commissione consiliare contro la ndrangheta che in proposito ha aggiunto:

Ci sono uffici regionali che più di altri sono nevralgici e possono incidere sullo sviluppo. E ci sono tanti, davvero troppi, appalti fermi per valutazioni di impatto ambientale che non arrivano e licenze ed autorizzazioni che non vengono rilasciate salvatore-magarocelermente. Così, invece di favorire la crescita e le occasioni di lavoro, gli uffici regionali sono ostacoli, pantani che bloccano capacità imprenditoriali e vanificano opportunità occupazionali. La mia proposta è, ancora una volta, ‘a costo zero’: si tratta semplicemente di potenziare quegli uffici che per le loro mansioni e competenze possono incidere direttamente sullo sviluppo. Propongo di metterli in condizione di poter lavorare, nel pieno rispetto della legalità e dei diritti di chi vi opera, al fine di velocizzare tutti gli iter che riguardano pratiche legate ad attività economiche e relative a iniziative che possono avere impatto positivo sulla crescita e sull’occupazione. Gli iter burocratici regionali devono diventare ‘tracciabili’, i cittadini direttamente interessati devono poterli monitorare, nella massima trasparenza, come si fa con le raccomandate.

Mi aspetto che le prospettive socio-economiche e occupazionali della Calabria diventino assolutamente centrali in questa fase politica e che rifletta e discuta di queste cose quella buona parte della classe politica preoccupata, particolarmente in questo periodo, più delle proprie convenienze che non delle esigenze vere e profonde della crescita e dello sviluppo della nostra regione.